Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Gli italiani si rassegnano a vivere male, gli abruzzesi peggio.

Augusta Maranci

In Italia si vive sempre peggio. Se nel 2007 le province dello stivale a meritare il titolo di luoghi poco piacevoli in cui vivere erano 46, quest'anno sono arrivate a 55. Lo dice l' "Indagine sulla qualità della vita nelle province italiane" firmata da Italia Oggi, giunta alla sua decima edizione e realizzata da Augusto Merlini e da Alessandro Polli del Dipartimento di Teoria economica e metodi quantitativi dell'Università La Sapienza di Roma. La lista realizzata testando la qualità di Affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, servizi, tempo libero e tenore di vita premia le città piccole e bastona i grandi centri urbani, soprattutto del nord. Roma, la capitale, sembra rinata a vita nuova, rispetto all'anno passato guadagna 29 posizioni e da 58esima diventa 29esima. Milano segue di due posizioni l'Urbe, mentre Torino scivola vertiginosamente nelle posizioni basse e Napoli tocca quasi il fondo della classifica, nonostante l'attenzione che gli ultimi Governi le hanno dato.

E l'Abruzzo? Di certo, a vedere il punteggio, non è l'Arcadia, il locus amoenus dove rifugiarsi in cerca di serenità. Italia Oggi ha stilato una classifica che divide le 103 province italiane in 4 gruppi. Il primo ne racchiude 22, cioè le città in cui la qualità della vita è buona. Il secondo ne conta 26 e denota una vivibilità sufficiente. Il gruppo 3, il più numeroso dove si incontrano anche L'Aquila, Chieti e Pescara, è composto da città in cui si vive scarsamente bene. Il quarto accoglie le bandiere nere della vivibilità, tra queste troviamo anche Teramo, dove a detta d'Italia Oggi, la qualità della vita è del tutto insufficiente. Nonostante i parchi naturali, i borghi incantati e i pastori che sono spariti con D'Annunzio, le quattro province della regione meritano tutte la maglia nera per la qualità di vita. La peggiore appunto è Teramo, non solo perché è 88esima su 103 città, ma anche perché continua a scendere di posizioni. L'anno passato era 79esima, quest'anno appartiene al gruppo, che raccoglie le città peggiori. La migliore in Abruzzo (si fa per dire) è Pescara che rispetto al 2007 ha guadagnato 19 posizioni, passando da 71esima a 52esima, tanto che forse per l'aria buona il premier Silvio Berlusconi l'ha scelta per fare un po' di sano footing. L'Aquila si piazza all'82esimo posto. Meglio dell'anno passato, anche se di poco, quando era 89esima. Poi c'è Chieti, la città abruzzese con reddito pro capite più alto, che guadagna il 59esimo posto, compiendo una scalata prodigiosa. Solo 12 mesi fa era sprofondata nei piani bassi della classifica, meritando l'82 esima posizione.