Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Scandalo a stelle e strisce, il governatore dell'Illinois in manette

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Pamela Di Ovidio

Finito dietro le sbarre come un qualsiasi politico corrotto. E' la sorte del cinquantunenne Rod R. Blagojevich, governatore democratico dell'Illinois, arrestato insieme al suo capo di gabinetto, John Harris, per aver tentato di vendere a caro prezzo il seggio di Obama. L'accusa è, infatti, quella di collusione a scopo di frode e di corruzione, imputazioni per le quali rischiano entrambi fino a 30 anni di carcere. "Quella carica di senatore vale oro, non la darò via per niente". Queste le parole intercettate di Blagojevich mentre proponeva di dare via l'ex-carica di senatore del neo-presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Chiedeva, inoltre, il licenziamento degli editorialisti del Chicago Tribune, per sbloccare gli aiuti statali al gruppo editoriale. La procura federale indagava su di lui già dal 2004 per altre attività sospette, come favori ottenuti dalla moglie, assunzioni di 360 persone "segnalate" da "amici politici" e 2 milioni di dollari pagati per servizi allo Stato inesistenti a una tale Anita Mahajan. E così, nel giro di qualche settimana, la cittadina di Chicago, come tutto l'Illinois, è passata dai festeggiamenti per la vittoria di Obama, alla vergogna per uno scandalo incredibile, che investe l'intera Nazione. "E' una vicenda di corruzione di portata impressionante. Blagojevich aveva praticamente messo all'asta il seggio al Senato. Si comportava come il procuratore di un campione sportivo". A dirlo è stato il procuratore federale Patrick Fitzgerald, grande accusatore del governatore Blagojevich, che è stato, comunque, molto attento a precisare che l'indagine da lui guidata non coinvolge minimamente Obama e il suo staff. Il neo-presidente si è detto molto "dispiaciuto" per l'arresto del governatore ma ha tenuto a sottolineare di non aver avuto contatti né con lui né con il suo ufficio. Sia Fitzgerald che Obama hanno parlato di un "triste giorno" per lo Stato dell'Illinois. Il presidente eletto si è, però, rifiutato di fare ulteriori commenti sulla spinosa vicenda mentre il battagliero procuratore ha affermato che Blagojevich li ha sprofondati in un nuovo abisso, mettendo il cartello ‘vendesi' su una nomina che lui solo aveva il diritto di fare per sostuire Obama. E ha concluso le sue affermazioni dicendo che ora Abraham Lincoln si starà rivoltando nella tomba, dato che è stato uno dei predecessori di Blagojevich alla guida dello stato del Midwest. E le preoccupazioni del procuratore sembrano trovare conferma nelle 76 pagine del mandato federale, in cui emergono alcune rivelazioni a dir poco scioccanti. Secondo quanto scritto sul dossier, il Governatore dell'Illinois chiedeva soldi per essere ‘soddisfatto' e un incarico importante come quello di ambasciatore, segretario per la Sanità o capo di una fondazione legata ad una qualsiasi associazione sindacale. Una pagina nera per la storia americana cui, però, fa da contraltare una buona notizia per l'industria automobilistica targata USA. Sembra, infatti, vicinissimo un accordo fra il Congresso e la Casa Bianca per far sì che General Motors e Chrysler, due dei tre colossi automobilistici a stelle e strisce, possano godere dei 15 miliardi di fondi pubblici del mega piano di salvataggio. Grazie soprattutto alla partecipazione statale del 20% e alla supervisione di Paul Volcker, consulente economico di Obama che sarà investito del ruolo di "Zar dell'auto", l'intesa pare ormai in dirittura d'arrivo. E questa rappresenta solo la punta dell'ice-berg dell'odierno ‘New Deal' targato Barack Obama.