Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Grecia: scontri tra manifestanti e polizia

Cristiano Zarroli

Proseguono le proteste in Grecia per l'uccisione, sabato sera nel centro di Atene, di un giovane di 15 anni da parte di un agente di polizia. Oggi giornata di sciopero generale con scontri tra polizia e circa 200 estremisti davanti al parlamento di Atene. I manifestanti hanno lanciato sassi e petardi contro la polizia schierata a difesa del Parlamento, che ha risposto con dei gas lacrimogeni. Malgrado la provocazione, la polizia ha mantenuto la calma e ha reagito con moderazione. A fine manifestazione i dimostranti hanno lasciato la piazza del Parlamento. Circa un migliaio le persone nelle strade limitrofe. Iniziative che ormai sono all'ordine del giorno: le proteste contro la polizia si sono trasformate in manifestazioni contro il governo conservatore e contro le misure di austerity adottate per contrastare la crisi economica. Ma andiamo con ordine. Tutto è iniziato sabato notte intorno alle dieci di sera nel quartiere Eksarchia, roccaforte della sinistra antagonista, dove già nel 1985 fu ucciso un ragazzo di 16 anni. Una pattuglia con due agenti a bordo è entrata nel quartiere provocando una reazione nei giovani che hanno lanciato sassi e bottiglie vuote contro i due poliziotti. Secondo le testimonianze non sono state lanciate molotov, almeno inizialmente, e i due agenti facevano parte della neonata unità d'elite della polizia greca "Blue Suits" e il loro ingresso nel quartiere è stato visto come una provocazione. Quando i poliziotti si sono visti bersagliare dalla sassaiola sono usciti dall'auto e hanno iniziato a sparare granate stordenti e colpi di pistola. Uno di questi proiettili ha colpito un ragazzo di 16 anni allo stomaco che è morto dopo un quarto d'ora all'ospedale Evangelismos di Atene dove nel frattempo si era radunata una folla di giovani che si è di nuovo scontrata con le forze dell'ordine. Gli scontri si sono estesi ad altre zone della città e sono andati avanti fino al mattino. Le università sono state occupate, i giovani hanno preso di mira stazioni di polizia, sedi di banche, negozi, auto parcheggiate, incluse sei della polizia che sono state date alle fiamme. Sempre nel corso della notte la protesta è scoppiata anche in altri centri per riprendere ancora più estesa nel pomeriggio di domenica, da Salonicco a Patrasso, da Iraklio a Sparta, da Alessandropoli a Volos. Si calcola che solo ad Atene tremila giovani abbiano assaltato 31 negozi, 9 banche e dato alle fiamme decine di auto e cassonetti, provando a colpire anche le sedi delle istituzioni. Da un primo bilancio di questi giorni di scontri si contano più di 40 persone ferite e decine di aziende devastate ad Atene e a Salonicco; almeno 35 persone sono state arrestate, cinque di loro con l'accusa di aver rubato beni sottratti ai negozi distrutti. Oltre 25 agenti sono rimasti feriti, uno di loro è stato ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Nel frattempo la protesta ha scosso anche i palazzi. Il governo greco ha tremato. Il premier Costas Karamanlis ha assicurato che i responsabili dei disordini saranno puniti con severità e ha respinto le dimissioni di due ministri, tra cui ministro dell'Interno, Prokopis Pavlopoulos. I due agenti che sono entrati sabato notte nel quartiere Eksarchia sono stati accusati di omicidio. Si difendono dall'accusa sostenendo di aver sparato in aria e che un proiettile è rimbalzato su un cartello stradale in ferro. Ma il procuratore, prima che si avessero i risultati dell'autopsia e dell'esame balistico, sulla base di alcune testimonianze secondo cui l'agente avrebbe sparato direttamente contro il giovane, ha accusato un agente di omicidio volontario e il suo collega di complicità. Una storia ancora senza epilogo.

Cristiano Zarroli