Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Ilva di Taranto: operaio muore al lavoro

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Lorenzo Dolce

Nuova tragedia nello stabilimento siderurgico ''Ilva'' di Taranto. Un operaio polacco di 54 anni, dipendente di una ditta specializzata in montaggi, e' morto la notte scorsa, all'1.30 circa, in seguito ad un incidente sul lavoro. Jan Zygmuntjan Paurowicz - questo il nome del lavoratore - stava smontando alcune parti dell'altoforno 4, un impianto fermo dal mese di luglio per lavori di rifacimento, quando e' stato colpito dal braccio di una gru ed precipitato da un'altezza di 14 metri. L'uomo, soccorso in un primo momento dai compagni di lavoro, e' stato immediatamente trasportato all'ospedale ‘'Santissima Annunziata'', dove e' morto poco dopo.

Doveva essere l'ultimo giorno di lavoro. La ditta francese 'Pirson Montaggi' (del Gruppo belga Pirson International), per cui l'operaio lavorava, aveva infatti ultimato la manutenzione dell'impianto e i lavoratori stavano smontando le attrezzature. Mentre sono in corso indagini da parte degli ispettori del lavoro e dei Carabinieri, la procura di Taranto ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo e ha disposto il sequestro dell'impianto.

L'Ilva, esprimendo ''le piu' sentite e sincere condoglianze alle societa' Paul Wurth (l'azienda che ha commissionato i lavori per il rifacimento dell'altoforno) e Pirson Contractors (l'azienda che stava eseguendo i lavori) e naturalmente alla famiglia'' dell'operaio, ha comunicato che ''attraverso le proprie strutture di controllo, sta prestando aiuto alle due societa', collaborando con i rispettivi responsabili nel tentativo di ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto e accertarne le cause''.

Anche la Paul Wurth ha avviato un'indagine interna per accertare le cause della tragedia. ''L'operaio, dipendente da lungo tempo della Societa' Pirson - si legge nella nota dell'azienda -, aveva partecipato nell'ultimo decennio in tutta Europa a numerosi interventi di ricostruzione di impianti simili''.

Si tratta del terzo infortunio mortale all'interno dello stabilimento siderurgico tarantino dall'inizio dell'anno e anche in questa occasione la vittima e' un lavoratore dell'appalto. Sono 44 in tutto, secondo il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi, ''i lavoratori morti dalla meta' degli anni '90 all'Ilva. E purtroppo ancora non ci sono state iniziative atte ad accertare e a punire le responsabilita'. Le istituzioni locali, tutte, sono colpevoli di ritardi, inefficienze, superficialita'''.

La più grande acciaieria d'Europa, appartenente al Gruppo Riva, da tempo e' al centro di scontri e polemiche non solo per il tema della sicurezza sul lavoro, ma anche per le emissioni inquinanti e per i livelli elevati di diossina presente nell'aria. A Taranto, infatti, e' concentrato il 90.3% della diossina nazionale.

In seguito all'incidente, le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato da subito uno sciopero di 24 ore delle aziende d'appalto operanti nell'altoforno 4 e altre 24 ore di sciopero a partire dalle ore 7 di domani per tutti i lavoratori diretti dell'ilva e i lavoratori dell'appalto. Domani, inoltre, durante lo sciopero generale della Cgil, le bandiere saranno listate a lutto proprio per i morti sul lavoro. Le manifestazioni a carattere provinciale, in tutta Italia, saranno almeno 108, mentre cinque saranno a carattere regionale, tra cui quella in Emilia Romagna dove il comizio conclusivo sarà affidato al segretario generale, Gugliemo Epifani.

Nelle città colpite recentemente da morti sul lavoro le bandiere saranno "abbrunate" e un minuto di silenzio sara' osservato in tutte le piazza. Sarà inoltre ricordato Vito Scafidi, il ragazzo di 17 anni morto lo scorso 22 novembre in un liceo di Rivoli per la caduta di un parte di tetto dell'edificio. Lo sciopero durera' quattro ore, anche se molte categorie prolungheranno a otto ore la durata della protesta.