Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Il sindaco di Pescara in manette

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Pamela Di Ovidio

Il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso, che è anche segretario regionale del Pd, è stato arrestato ieri sera dalla polizia giudiziaria su ordine della procura della Repubblica di Pescara con l'accusa di concussione. D'Alfonso è ora agli arresti domiciliari ed è stato fermato insieme al gestore dei servizi cimiteriali, l'imprenditore Massimo De Cesaris e a Guido Dezio, ex braccio destro del sindaco e dirigente comunale già finito dietro le sbarre nell'ambito di un'altra inchiesta nel maggio scorso, con l'accusa di concussione e tentata concussione. L'indagine, che ha portato all'arresto del sindaco di Pescara, riguarderebbe la gestione dei cimiteri affidata da qualche tempo ad alcuni privati. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, concussione, abuso d'ufficio, truffa aggravata ai danni dell'amministrazione e falso ideologico. I tre sono stati arrestati dalla squadra mobile di Pescara, coordinata dal vice questore Nicola Zupo e dalla Polpost. L'ordinanza al sindaco è stata firmata dal Gip Luca De Nisis, su richiesta del pm Gennaro Varone e notificata alle 22.30 circa, quando il primo cittadino di Pescara stava rincasando. L'inchiesta, che ha portato all'arresto del sindaco di Pescara, riguarda due accordi di programma: i lavori pubblici tra cui la gestione dei cimiteri e la riqualificazione dell'area di risulta dell'ex stazione ferroviaria. Tra le accuse, oltre altre a concussione, corruzione e peculato c'è anche quella di truffa poiché la presunta distrazione di denaro veniva impiegata apparentemente per la pubblicità istituzionale. Il totale delle presunte tangenti sarebbe stato quantificato in 150 mila euro. Secondo quanto emerge dalle accuse, Dezio, dirigente dell'ufficio appalti e patrimonio del comune, avrebbe chiesto denaro alle imprese verso le quali esercitava il potere di proroga nei contratti di appalto. Il sindaco di Pescara, che si è già dimesso dalla carica, aveva ricevuto nei mesi scorsi, differenti avvisi di garanzia e il cinque gennaio fu interrogato in procura per quattro ore. Il 'grande accusatore' dell'epoca fu il costruttore Aldo Primavera, che denunciò presunti abusi e favoritismi nei confronti dei "soliti" imprenditori. Disse di aver pagato per anni tutti e fornì anche alla squadra mobile una 'prova' contro l'attuale amministrazione: un 'fondaco' ad uso gratuito la cui piena disponibilita' era all'ex segretario particolare del sindaco, Dezio. Il sindaco, insieme ai suoi familiari, fu sottoposto ad accertamenti bancari e patrimoniali. D'Alfonso, inoltre, nell'ambito di un'altra indagine, è anche accusato di abuso patrimoniale proprio a causa dell'assunzione in Comune ad un livello superiore di Guido Dezio, il quale deve ora rispondere di abuso e falso ideologico perché avrebbe presentato falsi requisiti per partecipare al concorso.