Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Softair: fare la guerra stando in pace

Squadra in azione

Se passeggiando per zone di campagna o boschi la domenica mattina, doveste imbattervi con persone vestite in tenuta militare, con un equipaggiamento ricco di armi e munizioni, probabilmente siete entrati in una zona dove si sta praticando il Tiro Tattico Sportivo, meglio noto come Soft Air.

       Questa disciplina nasce in Giappone negli anni ’80 ed è arrivata in Europa un decennio più tardi. Lo scopo del gioco è quello si sconfiggere la squadra avversaria simulando l’arte della guerra. Pur avendo questo scopo non c’è alcun tipo di violenza infatti le partite, o combats, possono avere obiettivi diversi come il conquistare la bandiera altrui, effettuare pattuglie di ricognizione per impossessarsi di materiale vario, bersagliando gli avversari con apposite armi giocattolo ed eliminandoli cosi dal gioco.

      Le armi e l’attrezzatura utilizzata sono nell’aspetto del tutto simili a quelle delle guerre reali ma sono innocue e non pericolose. Le protezioni devono essere comunque indossate per evitare infortuni agli occhi, di qui l’obbligo di portare gli occhiali a lente doppia, resta invece facoltativo l’uso di elmetti e maschere facciali.

In Italia questo sport si è diffuso molto rapidamente coinvolgendo decine di migliaia di appassionati. Un fenomeno dai risvolti sociologici tutt’altro che trascurabili se si pensa che i “guerrieri della domenica” sono facenti parte di tante e diversissime categorie sociali: studenti, professionisti, operai, impiegati, imprenditori, indistintamente donne e uomini di età compresa tra i 14 e i 60 anni. Non esistono dati più precisi sul numero di praticanti poiché, contrariamente a quanto scritto in alcuni siti web, la disciplina non è riconosciuta dal CONI, ma è soltanto coordinata da un’associazione di tutti i club aderenti: l’ASNWG,  ed è patrocinata dall’ASI, un importante ente di promozione sportiva.

       In Italia esistono oltre venti club, ciascuno dei quali dotati di un sito web che li presenta.

In Abruzzo ne esistono quattro:

-         Lycan S.A.T di Pescara

-         Orsi bruni di Chieti

-         Accipitres de L’Aquila

-         Grimreapers di Teramo

Anche in Campania vi sono quattro club:

-         Goisat di Pontecagnano

-         Comando avalanche  di Baronissi (SA)

-         Multi action Softair team di Battipaglia

-         51° s.a.t. di Napoli

In Emilia Romagna i più importanti sono:

-         Legionari Malatestiani  di Rimini

-         Fire fox di Parma

-         G.I.T. gruppo intervento tattico di Bologna

-         Fox Unit di Forlì

Nel Friuli Venezia Giulia c’è il club Tommy Gun s.a.g. di Gorizia e Trieste:  

      Il Lazio vanta tre club:

-          Gruppo Linci Softair di Guidonia

-          Band of brothers soft air team di Marlupo

-         Legionari romani di Roma

In Liguria i principali club sono:

-         1° s.f.o.r. Delta di Sestri Levante

-         Corsari a.s.g. team di Genova

-         Spettri di Genova

In Lombardia il più importante club è:

-         22 SAS rescue team di Novate Milanese

    

       Nonostante questo sport conti tutte queste associazioni, non ha trovato un positivo riscontro da parte della stampa e di molti cittadini che considerano i praticanti dei meri cultori della guerra. In realtà, benché sia innegabile la passione per le armi e le strategie militari dei partecipanti, il gioco ha caratteristiche del tutto inoffensive: sono vietati i contatti corpo a corpo e ci si basa completamente sulla correttezza del singolo giocatore, infatti, dato che non esiste alcun modo per provare oggettivamente che l'avversario sia stato colpito, è dovere di chi gioca, nel momento in cui avverte l'impatto del pallino avversario, alzare la mano, smettere di sparare e auto-dichiararsi colpito. Chi agisce disonestamente è definito Highlander e una volta individuato può anche essere espulso dal gioco o, nei casi più gravi, anche dall'Associazione di appartenenza.

      Nonostante le critiche, questa disciplina sportiva ha molti pregi: dal punto di vista psicologico consente di sviluppare la concentrazione, i rapporti di fiducia, collaborazione e amicizia tra i membri della stessa squadra. È inoltre un’utile esperienza di socializzazione e ottima occasione per stare in contatto con la natura, dato che, in genere, le partite si svolgono nei boschi o in aperta campagna. In ogni caso non si può giocare se non si fa precisa richiesta ai Carabinieri o alla Polizia locale affinché non si incorra in inutili allarmismi qualora ignari cittadini assistano a queste azioni di guerra simulata.

       Altra critica a questo sport è che le armi impiegate sono spesso usate per azioni criminali dato che spesso viene eliminato il tappo rosso sulla “spegnifiamma” per simulare maggiore realismo. In realtà la legge non vieta l’eliminazione di questo segnale benché lo consideri un’aggravante se usate in azioni criminose.

      Per saperne di più è possibile acquistare il libro di Luca Oleastri Softair. Lo sport di squadra del 21° secolo, Planetario Bologna, oltre che consultare il sito web: www.softair-club.it   nel quale sono presenti informazioni sui club esistenti e sulle modalità per associarsi, oltre ad altre interessanti notizie sulla storia e sulle attrezzature di questo particolare e avventuroso sport.

                                                                                                                        Evelina Frisa