Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Inchiesta cimiteri: Toto (Air One) tra gli indagati

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Luca Venanzi

Dopo la bufera che ha portato all'arresto del sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso, un altro nome eccellente è sulla lista degli indagati: Carlo Toto, il presidente di Air One. Cinque giorni fa era stato siglato l'accordo per la cessione di Air One a Cai, con Toto pronto ad investire 60 milioni di euro.

Per l'accusa, Toto e suo figlio (altro indagato) avrebbero fornito al sindaco di Pescara un'auto con autista per tre anni, dal 2004 al 2007: l'obiettivo dell'imprenditore era quello di ottenere appalti. Uno in particolare riguardava la gestione di un'area antistante la stazione ferroviaria. Anni fa la stazione di Pescara era posizionata 200 metri più a monte rispetto all'attuale zona. Proprio di fronte alla stazione c'è un'enorme superficie da utilizzare come un parcheggio multipiano a pagamento che Toto avrebbe dovuto gestire. Ma in extremis la delibera fu modificata (da chi non si sa) e l'area data in appalto a Toto sarebbe diventata "l'area di risulta e zone limitrofe". In pratica il presidente di Air One, nonché costruttore, avrebbe avuto la disponibilità di una zona centrale non prevista dagli accordi. Pare che il documento fu bocciato "con fiera opposizione della stessa maggioranza".

Intanto, però, Toto ( e su questo poggia la richiesta di ordinanza firmata dal gip Luca De Ninis) avrebbe pagato al sindaco D'Alfonso migliaia di cene elettorali, oltre a mettergli a disposizione un aereo per i movimenti suoi e dei familiari, con biglietti gratis e un'auto con autista personale: il tutto per una somma che si aggirerebbe intorno agli 11 mila euro. Toto, secondo le accuse, avrebbe inoltre versato finanziamenti a società ed enti ricollegabili in qualche modo a D'Alfonso (100 mila euro alla Pro Loco di Lettomanoppello e altri 100 mila euro per l'acquisto di mezzi di soccorso sempre a Lettomanoppello).

Insomma, un vero e proprio scambio di favori che, secondo il procuratore capo Nicola Trifuoggi, rappresentano accordi di una corruzione in corso. Sono 38 gli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulle presunti tangenti che coinvolge il comune di Pescara. A D'Alfonso, che si è dimesso da sindaco e segretario regionale del Pd, sono contestati 30 capi d'imputazione in rapporti con imprenditori (in primis Toto) per lavori pubblici e accordi programma. Se non ci fosse stato il voto anticipato D'Alfonso sarebbe stato il candidato Pd alla guida della regione per il dopo Del Turco. Adesso è tutto da definire. Bisogna sicuramente aspettare e non trarre conclusioni affrettate, ma ora Toto e il comune di Pescara tremano.