Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Meredith, processo senza telecamere

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Manuela Romitelli

Continua la vicenda di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia nella notte fra il 1 e il 2 novembre del 2007.

Al via infatti la prima udienza del processo che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Il processo si svolge davanti alla Corte d'Assise di Perugia, dove i due imputati sono seduti in aula con i rispettivi avvocati. Amanda si è presentata in jeans, maglietta a righe con sopra una felpa grigia e i capelli sciolti, mentre Raffaele ha i capelli più corti rispetto all'udienza preliminare, e indossa pantaloni beige, un maglioncino a collo alto di colore chiaro e un giacchetto verde.

Il processo è cominciato poco prima delle 9.30, i capi di accusa oltre all'omicidio volontario della ragazza, sono anche di violenza sessuale e furto (300 euro e due carte di credito) appartenenti proprio a Meredith.

Nei confronti di Amanda pende anche la calunnia aggravata verso Patrick Lumumba, coinvolto e poi prosciolto.

Nella Sala degli Affreschi in cui si tiene il dibattimento, sono presenti un centinaio di giornalisti, di cui 77 testate provenienti dall'Italia, dalla Gran Bretagna, Stati Uniti e Germania. I due imputati, che hanno sempre proclamato la loro innocenza, sono arrivati verso le 8.30 a bordo di due macchine diverse della polizia penitenziaria.

Giancarlo Massei oltre a guidare il collegio avrà il dovere di giudicare Amanda e Raffaele. I pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi hanno chiesto il divieto di fare riprese audio e video durante il processo. Dall'altra parte i rispettivi avvocati hanno chiesto di celebrare tutto a porte aperte e con il pieno accesso dei mezzi di informazione.

Il terzo imputato, Rudy Guede, che aveva scelto il rito abbreviato, è stato riconosciuto colpevole e condannato a 30 anni di carcere dal 29 ottobre scorso.

Dopo il Consiglio svolto dalla Corte di Assise è stato deciso che il processo avrà luogo a porte aperte ma senza telecamere, motivando la decisione del divieto alle riprese nel fatto che "non c'è interesse sociale alle riprese televisive dato che i giornalisti potranno assicurare la conoscenza tempestiva del dibattimento", questo è quanto ha dichiarato il presidente della Corte.