Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Opere pubbliche per salvare 250mila posti

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Marianna Gianforte

Far partire le opere pubbliche per salvare l'occupazione. Sono 250mila i posti di lavoro a rischio nei prossimi sei mesi e i primi a perderlo saranno gli operai.

É l'allarme lanciato dalle organizzazioni del settore delle costruzioni e dell'impiantistica che fanno capo alla Confindustria, preoccupate in particolare per il settore delle infrastrutture. Una situazione che rischia di uscire fuori controllo se il governo non crea le condizioni per mettere a punto un "piano straordinario infrastrutturale" e non agisce per far partire in tempi strettissimi "misure di emergenza".

Le imprese del settore, le associazioni (Ance, Agi, Oice, Federprogetti) e il vicepresidente di Confindustria per il settore, Cesare Trevisani, infatti, chiedono di far partire le opere immediatamente cantierabili.

Si tratta di un pacchetto di interventi che richiede 7-8 miliardi di spesa pubblica, pari allo 0,5% del prodotto interno lordo, che permetterebbero di aprire subito 167 cantieri (al 30-35% grandi opere, per il resto medio-piccole).

Ogni miliardo di spesa pubblica - è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa - può salvare 23mila posti di lavoro. Ma non basta. Tale intervento, infatti, doverbbe essere il primo passo verso l'attuazione di "misure strutturali" per rilanciare il settore, anche come "leva contro la crisi". Nelle sue ultime previsioni sull'andamento dell'economia mondiale, intanto, il Fondo monetario internazionale ha ribadito che il Pil italiano si contrarrà del 2,1%, nel 2009 e dello 0,1% nel 2010.

Non meno leggera la previsione dell'Onu. Secondo il rapporto Ilo, l'International Labour Office, se la crisi globale dovesse continuare, entro la fine dell'anno saranno bel 50 milioni i posti di lavoro che si perderanno in tutto il mondo.