Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Il ricordo di Alessandrini a 30 anni dalla morte

alessandrini.jpeg
Sara Del Vecchio

29 gennaio 2009. Trent'anni fa moriva, nello stesso giorno, il sostituto procuratore della Repubblica di Milano, Emilio Alessandrini. Una mattina come le altre per il giudice. Accompagna il figlio, Marco a scuola e, mentre si reca a lavoro, all'incrocio tra Viale Umbria e Via Muratori a Milano, viene assassinato da due uomini di Prima Linea, Marco Donat Cattin e Sergio Segio.

Un magistrato scomodo per i colpevoli e per tutti i protagonisti del terrore che, al tempo, temevano una svolta nelle indagini sulla strage di Piazza Fontana, avvenuta il 12 dicembre 1969. La strage che diede inizio a quella che gli storici hanno definito la "strategia della tensione". Alessandrini, originario di Penna (Pescara), condusse l'istruttoria proprio sulla bomba scoppiata davanti alla sede della Banca dell'Agricoltura a Milano e incriminò i neo fascisti, Franco Freda e Giovanni Ventura. E' stato ucciso per questo motivo, ma non solo. All'epoca indagava sul terrorismo di destra e di sinistra, sulle connessioni con i servizi segreti e sullo scandalo del Banco Ambrosiano.Oggi a Pescara, la giornata commemorativa, organizzata dall'associazione culturale Onlus, Emilio Alessandrini, di cui è presidente Ennio Di Francesco, con l'adesione del Presidente della Repubblica.

"Per ogni figlio il padre è un punto di riferimento - ha dichiarato Marco Alessandrini, oggi avvocato e assessore comunale - per me, poi, era anche un amico perché lo chiamavo per nome. Mi piace pensare a quest'amicizia tra padre e figlio. Sarà per me una giornata particolarmente intensa, tra risentimento e ricostruzione storica, due aspetti che volutamente abbiamo voluto separare". Nella lunga giornata di oggi, sarà lo stesso Alessandrini a raccontare il padre.

Due sessioni sono previste al Museo civico Vittoria Colonna. Una mattutina, dedicata alla memoria con la partecipazione dei familiari di alcune vittime del terrorismo e una pomeridiana, in cui la vicenda sarà ripercorsa sotto il profilo storico.La manifestazione è cominciata alle 9,30 con la celebrazione della messa nella chiesa di San Pietro Apostolo di Piazza Primo Maggio. Nel programma della mattinata, la proiezione del filmato "Emilio Alessandrini vive", del regista Stefano Falco. A seguire, un incontro sul tema "Il seme non muore mai". Oltre a Marco Alessandrini, prevista la partecipazione di Benedetta Tobagi, Luca Tarantelli, Giorgio Bazzega e Vittorio Accorsio Junior, nipote del magistrato. Concluderà i lavori prima della pausa pranzo il procuratore capo della Repubblica, Nicola Trifuoggi. Nel pomeriggio, verrà proiettato un altro filmato, quello della "Storia siamo noi", intitolato: "Perché Emilio Alessandrini?". Seguirà una tavola rotonda con la partecipazione di Giuseppe De Lutiis, storico esperto di terrorismo, Ibio Paolucci, giornalista e Maurizio Laudi, magistrato. Coordina la manifestazione, Ennio Di Francesco.