Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Donadi (Idv): "Napolitano fa bene"

Alessandro Tettamanti

"E' un dato oggettivo che Napolitano, in alcuni momenti molto delicati che hanno coinciso con passaggi dove la maggioranza ha posto in essere delle notevoli forzature istituzionali - ad esempio il Lodo Alfano o la ricorrente aggressione alla Magistratura - è stato parco di parole e a dir poco prudente. C'è chi in questo comportamento vede una debolezza del capo dello Stato, ma su questo tema io ho una mia idea che non coincide totalmente con quella del partito. Partendo da questa costatazione oggettiva, credo che Napolitano abbia fatto bene a fare così".Ad affermarlo è il numero due dell'Italia dei valori Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv alla camera.

Donadi prende le distanze dalle affermazioni di Antonio Di Pietro sui presunti silenzi sulla giustizia del presidente Giorgio Napolitano durante la manifestazione di ieri a Piazza Farnese organizzata dall'associazione vittima di mafia.

Attaccato da tutte le forze politiche, Di Pietro oggi si difende "Non ho offeso il presidente e non c'è nulla da chiarire'', dice il fondatore dell'Italia dell'Idv al quotidiano l'Unità. Non nega di aver detto "il silenzio è un comportamento mafioso": "Lo ribadisco. Ma non tiriamo per la giacchetta il presidente della Repubblica. Io non ho offeso Napolitano bensì ho ripetuto il sacrosanto appello dell'associazione vittime di mafia che vedono con dolore e preoccupazione il silenzio che c'è nella lotta alla mafia". E ancora: "Lotta alla mafia, ai criminali e massimo rispetto per il capo dello Stato: questa è l'Italia dei valori".

Eppure le sue dichiarazioni sul silenzio hanno creato un boato di reazioni: "Questo secondo me è un reato» insorge l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scafaro secondo cui «a nessuno è lecito travolgere le istituzioni e infangarle impunemente".

"Posizioni al limite dell'eversione». Secondo Luciano Violante del Pd. Per l' ex-presidente della Camera, tra il leader dell'Idv, Beppe Grillo, Marco Travaglio e alcuni pm esiste un sistema di relazioni, "intrecci" che «hanno l'obiettivo di scatenare un populismo giustizialista". "E' un compagno di strada imbarazzante e dannoso per un partito riformista" conclude Violante

Secondo Daniele Capezzone, ex radicale ora portavoce di Forza Italia( o del Pdl?) le parole di Donati "sono un sintomo della situazione a dir poco tesa dell'Idv. La stagione di Di Pietro, ancora fino a qualche settimana fa convinto di poter esercitare un potere enorme sulla politica italiana, si avvia invece ad un tramonto più rapido di tantissime previsioni".

Ma mentre tutti ora hanno gioco facile ad attaccare Di Pietro (che con questa vicenda sembra confermarsi unica opposizione al Governo Berlusconi), quasi nessuno sembra parlare del problema sollevato dall'ex magistrato ossia le collusioni tra mafia e politica.

Da oggi in poi non è più poi così chiaro capire chi deciderà cosa si può dire e in che modo riguardo il gravoso problema. Ieri Di Pietro è stato accusato anche di non aver preso posizione contro lo striscione apparso in piazza Farnese che recitava "Napoletano dorme il popolo insorge". Striscione fatto prontamente ritirare dalle forze dell'ordine poco dopo essere stato srotolato. Ma perché?

Se la politica vuole reprimere la cosiddetta "antipoltica" vuol dire che la teme. Ma che democrazia è una democrazia che ha paura di questo striscione?

Forse in questo paese è sparito qualcosa. Qualcosa che prima c'era. Com'è che si chiamava?