Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

LA SCHEDA

Chiara D'Onofrio

Le vicende di Cesare Battisti si intrecciano con quelle ancora buie e contraddittorie degli anni di piombo.

Leader dell'organizzazione terroristica Proletari armati per il comunismo (Pac) fu arrestato per banda armata nel 1979. Detenuto nel carcere di Frosinone, il 4 ottobre 1981, Battisti riuscì a evadere e a fuggire in Francia. Per circa un anno visse da clandestino a Parigi dove conobbe la sua futura moglie. Poi si trasferì con la sua compagna in Messico, dove nacque la sua prima figlia. Durante il suo soggiorno messicano i giudici italiani lo condannarono in contumacia all'ergastolo perché ritenuto responsabile di quattro omicidi. Le vittime sono il maresciallo degli allora Agenti di Custodia Antonio Santoro ucciso a Udine il 6 giugno del 1978; l'agente Andrea Campagna, ucciso a Milano 19 aprile 1979, Lino Sabbadin, macellaio, ucciso a Mestre il 16 febbraio 1979 in cui partecipò materialmente facendo da copertura armata al killer Diego Giacomini e Pieluigi Torregiani, Milano 16 febbraio 1979 in cui fu ferito il figlio ora paraplegico.A seguito della condanna è stato rifugiato in Francia, finchè lì valeva la cosiddetta "dottrina Mitterand": l'asilo politico per terroristi e guerriglieri che avevano deposto le armi. Nel periodo parigino si era dato alla scrittura, diventando un giallista di fama e pubblicando opere in cui proponeva alcune analisi sull'esperienza dell'antagonismo radicale, tra cui L'orma rossa, edito da Einaudi.

Finita la dottrina Mitterand, l'ex terrorista, che intanto aveva avuto solidarietà da un vasto mondo degli intellettuali della sinistra francese, era stato arrestato su richiesta del ministero della Giustizia italiano. Era stato però scarcerato con obbligo di firma, in attesa che si compisse l'iter dell'estradizione richiesta dal nostro governo. E di lui, più nessuna traccia.

Si era appunto rifugiato in Brasile dove viveva in incognito dal 2004. In condizioni di vera indigenza era stato poi identificato e arrestato nel 2007, inseguito alla richiesta italiana di estradizione. Lo scorso 28 novembre il comitato nazionale per i rifugiati -Conare- del ministero brasiliano della Giustizia aveva respinto la richiesta di asilo presentata da Battisti. Ma questi si è avvalso della possibilità di presentare un ricorso al ministro della Giustizia, che gli ha ora concesso lo status di rifugiato politico.

In un'intervista Battisti aveva dichiarato di temere di essere assassinato in Italia se fosse stato estradato.