Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Stupro: tra rabbia e indifferenza

Alessandra Farias

"E adesso cosa dovrei fare? Non so che fare". Riuscirà il Governo a rispondere alla domanda di questo padre che dalla notte del 14 febbraio cerca una risposta da dare a sua figlia, 14 anni, stuprata nel Parco della Caffarella a Roma? Spiegare a una ragazzina come sia possibile tanta violenza ed evitare cha accada di nuovo. Spiegarlo a lei e a tutte le donne e i bambini vittime di stupro. Quello della Caffarella è infatti solo uno degli ultimi casi di cronaca che ha riaperto il dibattito su come prevenire uno stupro e su come punire chi si macchia di questo reato. Solo nell'ultimo weekend lo stupro della Caffarella con una ragazzina picchiata, violentata e costretta a rapporti orali davanti agli occhi del fidanzatino 16enne, lo stupro di una studentessa sudamericana di 21 anni a Milano e il caso di Bologna, dove una ragazza di 15 anni è stata stuprata mentre aspettava gli amici sotto casa. E come dimenticare il caso di Brescia? Una 14enne stuprata i primi di dicembre da nove compagni di scuola: quattro arrestati e cinque non perseguibili perchè al momento dei fatti non avevano ancora compiuto 14 anni. Il Governo promette subito norme antistupro da approvare con il decreto sicurezza. E mentre si dibatte su castrazione chimica, inasprimento della pena e divieto dei domiciliari per gli stupratori, più poliziotti per le strade e possibilità per i sindaci di affidarsi alle ronde dei cittadini non armati, alla violenza se ne aggiunge altra. E dato che nell'ottica comune, per colpa di un'informazione deviata e degli spot elettorali di politici di destra e sinistra, lo stupratore è lo straniero succede che proprio nella Caffarella due rumeni vengano aggrediti all'indomani dello stupro. E se il Vaticano invita il Viminale a varare una "legge severa, ma senza emotività", è pur vero che alla gente non si può chiedere di non essere emotiva e in un clima di tensione, in cui sembra che la politica non faccia che discutere senza intervenire concretamente, l'insofferenza sembrerebbe trovare quasi una giustificazione. E l'indifferenza? A Bologna è successo. Un uomo ha notato la ragazza trascinata dietro un cespuglio, si è avvicinato ai passanti per cercare aiuto e ha trovato solo il silenzio. Il silenzio di chi "non vuole avere guai", di chi si indigna, ma è ingabbiato in una società in cui farsi i fatti propri sembra essere la soluzione migliore. Era già successo a Milano provocando la reazione di Franca Rame, vittima anche lei di violenza sessuale. Indifferenza e rabbia si mescolano in attesa di risposte concrete. Risposte che devono essere sì legislative, ma anche sociali: le risposte che quel padre vuole e deve poter dare a sua figlia per non dover più spiegare a una ragazzina come il giorno dell'amore, il 14 febbraio, possa diventare il giorno dell'orrore.