Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

CROLLO SCUOLA: A SAN GIULIANO TUTTI CONDANNATI

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Alessandra Farias

"Giustizia è fatta" urlano in aula. Una giustizia di quelle che però, quando le leggi sui giornali, ti immobilizzano al pensiero di come sia potuto accadere. Era il 31 ottobre del 2002 quando, per una scossa di terremoto, a San Giuliano di Puglia, in provincia di Campobasso, la scuola "Francesco Jovine" crolla portandosi via 27 bambini e una maestra. Sei imputati per omicidio, disastro e lesioni colpose, e concorso in falso ideologico.

In primo grado, nel luglio 2007, vengono tutti assolti. Ieri l'appello ha ribaltato la sentenza: tutti colpevoli tranne Uliano, costruttore, negli anni '50 della scuola. Non è stato il terremoto a procurare la tragedia, ma l'incuria dei lavori di ristrutturazione. Queste le condanne: sei anni e dieci mesi di reclusione per Mario Marinaro, responsabile della pratica per la sopraelevazione della scuola e Giuseppe Serra, progettista e direttore dei lavori; cinque anni agli imprenditori Carmine Abiuso e Giovanni Martino; due anni e 11 mesi all'allora sindaco Antonio Borrelli, che nel crollo perse la figlia.

E proprio nel leggere quest'ultima sentenza che il "fare giustizia" non può che lasciare un vuoto in chi legge. Il ricordo torna a quella mattina del 31 ottobre quando il canto sempre più flebile dei bambini sepolti (furono le maestre a farli cantare nella speranza che tutti fossero salvati), le urla dei genitori all'esterno, dei padri che scavavano a mani nude insieme ai vigili del fuoco, rimbombava come un suono sordo da San Giuliano fin nelle case di tutti quelli che, incollati alla tv, guardavano e speravano in un esito improbabile.

"Ora sappiamo chi ha ucciso i nostri figli - ha detto Antonio Morelli, presidente del Comitato vittime nato dopo la sentenza di primo grado - qui, fortunatamente, gli incantatori di serpenti non esistono. Sappiamo chi li ha uccisi". Per la difesa si tratta di "una sentenza totalmente inattesa", afferma l'avvocato Ruta. "Il prossimo passo sarà il ricorso alla suprema Corte di Cassazione", aggiunge l'avvocato Cecanese. "E' una follia non sono il killer di mia figlia", dice tra le lacrime l'ex sindaco Borrelli. Ma lo dice la sentenza e lo dicono i fatti: quella mattina il terremoto fu lieve e in tutto il paese crollò solo l'edificio scolastico.

Tuttavia non basteranno i 150mila euro di risarcimento per ognuna delle parti civili per ogni familiare deceduto, né i 100 mila euro che andranno alle parti civili di chi in quel crollo rimase ferito, a dimenticare quelle vocine che poco alla volta, in quell'interminabile giornata, lasciavano spazio ad un silenzio assordante, rotto solo dalle ruspe che sotto i fari continuavano a scavare.