Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Carceri: 7mila posti in più entro il 2012

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Alessandra Farias

Quasi 5mila posti in più entro il 2010 e altri 2mila entro il 2012 con una spesa di 125 milioni di euro. Questo il "piano carceri" che vorrebbe realizzare Franco Ionta, neo Commissario Straordinario per l'edilizia carceraria e Capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap).

Entro i 4 anni di Governo, Ionta vorrebbe che a questi se ne aggiungessero altri 10.400 attraverso l'impiego di risorse ulteriori: un miliardo di euro. E proprio sulla mancanza di disponibilità economica opposizione e sindacati invitano alla cautela. A pochi giorni dall'approvazione del decreto "milleproroghe", che ha visto la nomina di Ionta, Angelino Alfano fa sapere che "entro due mesi sarà approvato il piano straordinario" per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri dove attualmente i detenuti sono 59.900 a fronte dei 45mila posti disponibili. Secondo l'art. 44-bis aggiunto al decreto, contributi finanziari dovranno venire anche dalla Cassa delle Ammende. Una contraddizione secondo il Senatore Luigi Li Gotti (Idv) in considerazione del fatto che si tratta di un istituto che "anziché finanziare l'edilizia ha l'obbligo di finanziare i programmi di assistenza economica in favore delle famiglie dei detenuti e favorire il reinserimento sociale degli stessi detenuti e internati".

Secondo il piano di Ionta lo schema tipo prevede unità da 400 posti ciascuna da realizzare con la costruzione di immobili a basso impatto ambientale ed energetico, con la permuta di edifici, alienazione di immobili e siti nei centri storici, la dismissione di stabili a cui assegnare parte dei finanziamenti e con il rifinanziamento dei fondi messi a disposizione dalla legge finanziaria del 2010.

Un progetto che, se realizzato, darebbe una forte e determinante spinta alla soluzione del sovraffollamento. "Già 7mila posti sono un inizio - afferma Leo Beneduci dell'Osapp (Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria) - ma il Ministro della Giustizia non può non tener conto della situazione detentiva che aumenta di mille unità al mese. Deve considerare anche altre soluzioni per garantire la sopravvivenza della nostra categoria". Fino ad ora infatti non si è parlato di un aumento di personale nelle carceri. Il Sappe, sindacato autonomo della Penitenziaria, invita invece il Governo a trovare una soluzione alternativa, anche in considerazione del fatto che non si sa se e quando si troveranno i soldi per compiere un progetto di così larga portata: "Vista l'impennata dei detenuti stranieri - spiega Donato Cepece, segretario generale del Sappe - meglio incrementare concretamente le trattative bilaterali con i Paesi esteri perché scontino lì le loro pene. Può rivelarsi un buon affare anche per le tasche dello Stato - spiega - nonché per la sicurezza dei cittadini. Un detenuto costa infatti allo Stato in media 250 euro al giorno". Per ora rimane il sovraffollamento.