Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Derry come Gaza

Stefano Buda

Nei quartieri nordirlandesi il conflitto tra cattolici repubblicani e protestanti unionisti si riproduce sulla questione mediorientale. Simboli, bandiere e murales rendono esplicite le posizioni delle due comunità. Il Bogside, il quartiere cattolico di Derry, per decenni ha dato il benvenuto ai visitatori con una scritta nera, stagliata su un enorme masso bianco, che recitava: "Welcome to free Derry". Negli ultimi mesi il messaggio è stato cambiato in "Welcome to free Gaza". A pochi metri di distanza diversi murales ritraggono scene di intifada e bandiere palestinesi. Una scritta enorme invoca "Palestina libera". Ad un incrocio, vicino a un semaforo, c'è un cartello dello Sinn Fein che mostra i volti di Bush, Tatcher e Olmert. C'è scritto: "Ricercati per terrorismo internazionale, oppressione, tortura, assassinii e brutalità". Nel quartiere protestante la risposta è affidata alla bandiera israeliana issata su un palo insieme a quella britannica. Anche a Belfast i nazionalisti cattolici si immedesimano nella causa palestinese, con murales sulla falsariga di quelli di Derry. Spicca per la sua durezza un graffito giallo con la scritta nera. C'è una stella di Davide che viene assimilata alla svastica nazista, e in alto si legge: "George Bush criminale di guerra".