Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Shakespeare secondo Tato Russo al Comunale di Teramo

La locandina dello spettacolo "La Tempesta" di Tato Russo

 

Due giorni (29 e 30 gennaio) di atmosfere da sogno, spiriti incantati, arti magiche al Teatro Comunale di Teramo, con la Tempesta di William Shakespeare. Tato Russo ha proposto una rilettura originale e suggestiva dell’opera shakespeariana curandone la riscrittura,le scene e la regia ed interpretando con sicurezza il personaggio di Prospero.

Una successione di quadri spettacolari che raccontano la “Tempesta” metafisica e devastante che si scatena sull’isola del regno della mente sconquassando le profondità della psiche umana. Uno spettacolo bello e difficile per la complessità del testo originale che la rilettura di Tato Russo rende fluido ed intelligibile tenendo conto delle difficoltà della teatralizzazione. Macchine teatrali, meccanismi ingegnosi e arditi, quinte trasparenti che creano profondità siderali, musiche ebbre dalle combinazioni sonore apparentemente indefinite che ora contrappuntano la scena, ora creano maestosi tappeti sonori emotivi, apparizioni fantasmagoriche ed inafferrabili, eccedenze felliniane nei costumi, tutto questo per raccontare una storia di perdono e di espiazione.

Tutto ha inizio con la nave dei congiurati che hanno spodestato Prospero dal suo ducato di Milano, che approda - dopo un tragico naufragio provocato dalle sue virtù magiche - alle rive deserte dell'isola su cui egli e la figlia Miranda hanno trovato scampo e su cui vivono inoltre Ariele, spirito dell'aria, e il selvaggio animalesco Calibano, coerente alla sua essenza di mostro, e perciò innocente. La catarsi dei colpevoli avverrà seguendo le strategie che le virtù magiche di Prospero hanno disegnato: egli riacquisterà il suo ducato, suo fratello Antonio e il re di Napoli, espiata la colpa verranno perdonati, e Miranda sposerà Ferdinando, figlio del re. La nave è pronta per salpare e riportare Prospero al suo ducato; ma consumata la nemesi, Prospero rinuncia spontaneamente ai suoi poteri sovrannaturali, spezza la bacchetta di mago e di "teatrante" e ritorna uomo, affidandosi alle onde dell'umana imperfezione. Rimane, dall'esodo dei purificati e dei placati, la solitudine di Calibano, attanagliato al suo dolore di bestia.

Lo spettacolo ha ben sedici anni e risulta energico e vitale, questo anche grazie alle interpretazioni degli attori che sembrano non aver accusato il trascorrere del tempo, tra questi Hal Yamanouchi che in coppia con Hilmar Pintaldi Funes risultano impeccabili, tanto nella efficacissima coreografia quanto nella non facile recitazione simultanea che ha dato vita all’ inafferrabile essenza di Ariel, spirito dell’aria. Scenicamente efficace Calibano, bravo anche nel curare l'insieme dei movimenti coreografici dello spettacolo. Il duo Stefano e Trinculo accentua il ruolo di intermezzo comico che sembra rievocare il Dumb Show di Webster facendo ricorso al dialetto napoletano, una contaminazione efficace e coerente con il contesto dell'opera. Diversi registri attoriali si intrecciano e contrastano creando fratture nette tra le scene, soprattutto tra quelle oniriche e quelle comiche; l’effetto finale è una diversificazione di musicalità ed espressività.

Tato Russo reinventa Shakespeare proponendo un capolavoro fantasy sognante, profondo,variegato e godibile al quale il pubblico teramano ha risposto con grande calore e partecipazione soprattutto nella seconda parte dello spettacolo.

Il sito dello spettacolo: www.latempesta.itIl sito del regista tato russo: www.tatorusso.itwww.shakespeare.itwww.shakespeareinitaly.it