Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Papà Englaro imputato per omicidio aggravato

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Sara Del Vecchio

Niente pace. Questo sembra essere il destino di Beppino Englaro che, dopo aver passato 17 anni al fianco di una figlia in stato vegetativo e vederla morire su un letto di ospedale, viene accusato di omicidio aggravato volontario insieme ad altre 13 persone. Tra queste, il primario Amato De Monte, un altro medico e gli infermieri della clinica La Quiete di Udine, dove Eluana ha spento gli occhi per sempre.

Forse si tratta di un fascicolo che si apre velocemente e altrettanto velocemente si chiuderà. Una sorta di atto dovuto, il cui capo procuratore è Antonio Biancardi. Ma secondo indiscrezioni investigative questa nuova indagine partirebbe da una serie di esposti, firmati sia da singoli che da associazioni, che hanno raccontato la storia di Eluana come se fosse la storia di un omicidio. Chi ha firmato il fascicolo ha dimenticato la sentenza della Corte civile d'appello di Milano, confermata dalla Cassazione, e il protocollo per accompagnare gli ultimi giorni della donna. Sono persone che difendono la vita e se la prendono con l'uomo che, forse, non ne conosce più il significato.

Stupefatto l'avvocato della famiglia Englaro, Vittorio Angiolini, che ha dichiarato: ""Nessuno ci ha avvisato dell'apertura di questo fascicolo per omicidio, sembra un fatto incredibile che si voglia indagare per qualcosa avvenuta alla luce del sole, e peraltro motivata da alcune sentenze. Stiamo a vedere quello che succede, secondo me diventerà sempre più urgente denunciare per calunnia chi ha diffuso false notizie sul conto degli Englaro".

Una possibile spiegazione del reato è data dall''interruzione dell'alimentazione forzata. Ma non nutrire più Eluana era stato considerato da medici e dai giudici il modo migliore per lasciare che la morte facesse il suo corso. Un procedimento sostenuto anche da Giandomenico Borasio, professore palliativista dell'Università di Monaco di Baviera e consulente della chiesa cattolica tedesca in materia di bioetica, e che ha diviso l'opinione pubblica. Se la stragrande maggioranza dei medici ritiene che interrompere l'alimentazione artificiale sia il metodo migliore per morire senza soffrire, altri pensano sia una tortura. Sarà forse questa spaccatura ad aver spinto la magistratura udinese a volerci vedere più chiaro? Solo nei prossimi giorni si capirà se questa indagine può essere considerata come un atto necessario o se aprirà nuovi scenari in questa dolorosa vicenda.