Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Caffarella: la polizia ora indaga in Romania

Pier Paolo Di Nenno

Alcuni agenti della Squadra Mobile di Roma sono al lavoro in Romania per le indagini relative allo stupro della 17enne, violentata il 14 febbraio scorso nel parco della Caffarella, a Roma. In particolare, le analisi effettuate dalla polizia scientifica hanno permesso di isolare un cromosoma Y, che coinciderebbe con quello di un romeno che è in carcere in Romania. Dalle analisi è anche emerso che il Dna individuato non è riconducibile nè a quello dei due fidanzatini nè a quello dei due romeni arrestati.

Sono risultati negativi gli esami del Dna dei due romeni inizialmente accusati e arrestati per lo stupro. Non sarebbero stati quindi Alexandru Isztoika Loyos, 20 anni, e Karol Racz, 36 anni, a violentare la 17enne e a picchiare il suo fidanzatino. Racz è anche accusato dello stupro di Primavalle, quello del 21 gennaio scorso. Per questo il gip Silvia Castagnoli ha confermato la detenzione del romeno, che nega ogni addebito sia per lo stupro di Primavalle, che per quello della Caffarella.

Le tracce biologiche rilevate sui reperti recuperati nel parco, dalla saliva sui mozziconi di sigarette ai fazzolettini usati dai due violentatori dopo lo stupro, non appartengono ai due romeni arrestati. La relazione della polizia scientifica è stata confermata nel suo esito anche dal nuovo consulente del pm Barba, Carla Vecchiotti.

E' atteso per lunedì prossimo il verdetto del Tribunale del Riesame, che dovrà pronunciarsi sull'istanza di revoca dell'ordinanza di custodia cautelare presentata dagli avvocati Giancarlo Di Rosa e Lorenzo La Marca, sostenendo che i due sono estranei all'aggressione.

 

Sergio D'Elia: 'i media diffondono messaggi di xenofobia'