Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

L'Italia manderà le donne in pensione a 65 anni

Evelina Frisa

Donne in pensione a 65 anni: l'Italia si adeguerà alla sentenza europea. Lo ha annunciato il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta. La corte di giustizia europea ha chiesto di eliminare la disparità uomo-donna nella pubblica amministrazione per quanto riguarda l'età della pensione.

"È allo studio come adeguarsi - ha dichiarato Brunetta - la commissione Politiche Ue del Senato si è fatta carico di trovare una soluzione, il Governo guarda con rispetto al lavoro del Parlamento". I risparmi che ne deriveranno saranno utilizzati per migliorare e riequilibrare le condizioni delle donne nel mercato del lavoro in termini di carriera, salari e welfare. Un aumento graduale dell'età pensionabile delle donne a partire dal 2010, per arrivare a quota 65 anni nel 2018. Questa la bozza proposta dal governo e ora inviata alla Commissione europea per l'esame. In sostanza consiste nell'innalzare l'età pensionabile di un anno per ogni biennio per parificarla così a quella degli uomini.

Immediate le reazioni da parte dei sindacati. La Cisl "non condivide la decisione". A dichiararlo è il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Per la Cisl è inammissibile che su un tema delicato come quello delle pensioni, il Governo abbia deciso senza aprire un confronto con il sindacato. È una decisione sbagliata - ha continuato - che ci riporta indietro negli anni, introducendo criteri di accesso differenziati alla pensione di vecchiaia per le lavoratrici pubbliche rispetto a quelle private".

Il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, ha dichiarato che il suo sindacato è pronto a discutere con il Governo sull'età pensionabile delle donne nel pubblico impiego. Critico il giudizio del segretario generale della Cgil, Gugliemo Epifani, "è un momento di crisi - ha dichiarato - innalzare l'età pensionabile in questa fase, vuol dire caricare i costi della crisi due volte sul mondo del lavoro e tre volte sulle donne lavoratrici. Esprimo per questo un dissenso forte nel merito e nel metodo".

"Non è attraverso l'equiparazione dell'età pensionabile delle donne - ha dichiarato il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini, - che si rende giustizia alle discriminazioni cui sono soggette le lavoratrici. La risposta del governo all'Unione Europea non può prescindere dalla volontarietà, quale elemento cardine per lasciare alle lavoratrici libertà di scelta".

Discussioni, dibattiti e critiche sono partiti anche in numerosi blog, come quello di Rai News 24 che ha proposto il seguente tema: "Il governo ha inviato alla Commissione europea una proposta: un aumento graduale dell'età pensionabile delle donne a partire dal 2010, per arrivare a quota 65 anni nel 2018, e parificarla così a quella degli uomini. Cosa ne pensate?" Si susseguono gli interventi, alcuni ironici circa la qualità della vita a 65 anni, altri che propongono piuttosto di abbassare quella degli uomini. Rosalba dice: "In primis l'Italia si deve adeguare al livello degli altri Paesi Europei nei campi dell'assistenza agli anziani, asili nido e servizi sociali". Dai commenti emerge delusione e incomprensione. La frase più ricorrente? "Ma qualcuno pensa alla famiglia?".