Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

'Nessuno tocchi Caino': media diffondono xenofobia

RED

"L'informazione diffonde messaggi di xenofobia, eccitando l'opinione pubblica. Il risultato è che gli organi preposti ad affrontare questi fenomeni sono condizionati". Sergio D'Elia presidente di 'Nessuno tocchi Caino' punta l'indice contro i mass media che "condannano lo straniero e spingono anche il governo e il Parlamento a fare 'leggi manifesto' che non risolvono i problemi".

"Chi li risarcirà, dopo il marchio d'infamia con il quale sono stati bollati?". L'ex parlamentare radicale dice all'Adnkronos che "quando si semina vento si raccoglie tempesta: arrivano così le leggi manifesto che rispondono all'opinione pubblica eccitata, si entra in una spirale che porta al degrado dello stato di diritto nel nostro paese". In questo fenomeno un ruolo decisivo è giocato dall'informazione: "se questa diffonde messaggi di xenofobia, anche gli organi preposti ad affrontare fenomeni di questo tipo sono condizionati. E quando si crea l'emergenza -sottolinea ancora D'Elia- si avviano processi securitari che portano a fare operazioni sbagliate dal punto di vista giudiziario o di polizia". Trovare il colpevole, il prima possibile. E gettarlo in pasto all'opinione pubblica. Il romeno è la vittima sacrificale ideale. Eppure la realtà dei dati diffusi qualche giorno fa dal Viminale, è un'altra secondo la quale oltre il 90% delle violenze nei confronti delle donne accadono in ambito familiare o di conoscenti e che gli stupri sono commessi in maggioranza da italiani.