Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Berlusconi: la crisi c'è, ma non è tragica

Alessandra Farias

La crisi c'è, ma non è così tragica come i media la descrivono. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Esiste ma è vissuta sui media in maniera più drammatica di quella che è: basti pensare al calo delle borse che è dovuto a una manciata di azioni".

"C'è una distonia completa fra quello che raccontano i media e il messaggio che noi ci sforziamo di dare ai nostri concittadini e che è un messaggio che anche tutti gli altri capi di Stato e di governo stanno cercando di dare", ha detto Berlusconi. "Nel Consiglio europeo di domenica scorsa - ha proseguito - abbiamo concordato la necessità di far capire a tutti quanti che questa crisi, che esiste e davanti alla quale certamente noi non chiudiamo gli occhi, è vissuta sui media in maniera più drammatica di quanto non sia, perchè anche guardando al calo delle borse, se si guarda quante sono le azioni cambiate a certi prezzi si vede che sono una manciata di azioni".

"Chi ha delle azioni e non ha bisogno di fare cassa immediatamente - ha osservato il Cavaliere - si deve più o meno tranquillamente tenere le azioni nel cassetto e aspettare che passi questa crisi". Mentre, ha sottolineato, "se si continua a dare l'impressione che la crisi sia assolutamente tragica questo non fa che spaventare le persone che forse, soltanto per la paura, rischiano di cambiare il loro stile di vita". E questo, ha detto il presidente del Consiglio, "è il pericolo più grande". Berlusconi è tornato poi a fare l'esempio degli impiegati della pubblica amministrazione che "hanno avuto un incremento" salariale grazie ad una inflazione inferiore a quella tendenziale, grazie al prezzo basso del petrolio e alle tariffe delle bollette. I pubblici dipendenti, ha detto, "si trovano quindi gli stessi soldi di prima, anzi aumentati dal rinnovo del contratto" e "hanno un potere di acquisto superiore a quello di prima".

"Non c'è quindi motivo - ha concluso Berlusconi - che queste famiglie riducano il loro stile di vita, aumentando la profondità della crisi". Ieri il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, aveva parlato del 2009 come "anno orribile, molto peggio del 2008".