Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Stupro Caffarella, scagionati i due romeni

Stefano O. Puracchio

Annullate le ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Alexandru Isztoika e Karol Racz, i due romeni che erano stati accusati dello stupro di una ragazza di 14 anni nel parco della Caffarella di Roma. Il test del Dna ha scagionato i due romeni che restano comunque in carcere perché accusati di altri reati.

    A Isztoika, pochi minuti dopo la decisione del Tribunale del Riesame di Roma, è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare per calunnia, autocalunnia e favoreggiamento. Per Racz, invece, l’ordine di custodia è in relazione ad un altro stupro, quello di Primavalle, avvenuto il 21 gennaio scorso. Tuttavia il test del Dna scagiona Racz anche da questo secondo caso. L’avvocato Lorenzo La Marca, suo difensore, forte del successo nel caso Caffarella, si prepara a presentare una nuova istanza di scarcerazione. Se non ci fosse stata l’accusa per Primavalle, infatti, Racz sarebbe già in libertà.

    Attorno alla vicenda della Caffarella, però, restano ancora molti dubbi. I due più rilevanti sono che la vittima ha indicato “con assoluta certezza” il 19enne Isztoika come uno dei violentatori e che lo stesso ragazzo in un primo momento ha confessato il misfatto per poi ritrattare, adducendo a pressioni da parte della polizia. Quello che potrebbe essere un clichè – il confessare ed il successivo ritrattare – non fa altro che porre l’intera questione sotto una luce ancor più grigia.