Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Sicilia rimane senza pubblici ministeri

Chiara D'Onofrio

"Un posto da pubblico ministero in Sicilia?" "No grazie". Potrebbe essere sintetizzato in questo scambio di battute il concorso bandito dal Csm per coprire 55 posti di pm vacanti in quattordici procure siciliane a cui hanno risposto solo in quattro. 

Dodici i posti a Palermo dove si sono fatti avanti in 23. Ma ben 20 magistrati hanno ritirato la loro domanda all'ultimo momento. Mentre alla procura di Catania un solo posto su sette è stato coperto. Per gli altri dodici uffici della regione nessuno si è fatto avanti. Secondo dati, non ancora ufficiali, resteranno senza titolare 7 posti a Caltanissetta, 6 a Trapani, 4 a Gela e Ragusa, 3 ad Enna, Marsala e Termini Imerese (dove, dopo il trasferimento a Palermo di due pm, rimangono solo il procuratore e un sostituto), due ad Agrigento e Nicosia, e uno a Barcellona Pozzo di Gotto, Sciacca e alla Procura dei minori di Caltanissetta. "In zone a forte presenza della criminalità organizzata - ha denunciato Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati - ci sono Procure che rischiano la chiusura per mancanza di magistrati". Infatti il concorso non riguardava solo la Sicilia, ma 97 procure in tutta Italia. Con risultati deludenti per il Sud in generale e per alcuni centri del Centro e del Nord. Le ragioni sono diverse, ma è evidente che nella regione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i magistrati morti ammazzati dalla mafia, la situazione è più drammatica.

Tra i motivi che fanno desistere i giudici a diventare pm c'è anche il fatto che in caso di ripensamento non possono tornare sui propri passi se non dopo cinque anni trascorsi in una regione diversa da quella di provenienza professionale e talvolta neppure confinante. E la prospettiva di restare in una regione che, oltre ad avere difficoltà per i collegamenti con la nazione, non è allettante dal punto di vista lavorativo anche a causa della carenza di mezzi tecnici e investigativi. Inoltre molti giudici, prima di fare scelte, sono in attesa di capire fino a che punto la politica arriverà nei progetti di separazione delle carriere e di riforma della figura del pm e degli strumenti di indagine.

L'ECCEZIONE: Dei tre nuovi pm palermitani, l'unico ad arrivare da fuori regione è Alessandra Cerreti, che è anche uno dei soli tre giudici in Italia che in questo giro sono diventati pm. Gip a Milano, lunga esperienza in tribunale in processi di criminalità organizzata ed economica e di terrorismo internazionale, prima di trasferirsi a Palermo andrà anche in applicazione per 6 mesi a Reggio Calabria dove la forte carenza di giudici ha causato di recente alcune scarcerazioni. Lei, messinese, torna nella sua Sicilia, ma non per nostalgia. Una scelta dettata da "spirito di servizio e una sorta di dovere morale nei confronti di uffici giudiziari particolarmente esposti, in cui i colleghi sono costretti a operare in situazione di difficoltà".