Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Darfur, localizzati i tre rapiti

Fabiana Pellegrino

Sono stati localizzati dalle autorità sudanesi i tre operatori di Medici senza frontiere rapiti mercoledì sera in Darfur. Il medico italiano Mauro D'Ascanio, l'infermiera canadese Laura Archer e il coordinatore sanitario francese Raphael Meonier hanno potuto parlare con i loro colleghi e rassicurarli sulle loro condizioni di salute.

MAXI RISCATTO - Un milione di dollari. A tanto sembra arrivare il riscatto chiesto per rilasciare i tre cooperanti. La zona del sequestro è controllata dai governativi e si teme che la banda possa far parte dei miliziani janjaweed, i famosi diavoli a cavallo. Secondo il giornale arabo al Hayat i rapitori chiedono, oltre a un riscatto, anche il ritiro del mandato d'arresto emesso contro il presidente sudanese Bashir. Stando al quotidiano, i rapitori fanno parte di un gruppo armato delle tribù arabe del Sudan e "in cambio del rilascio degli ostaggi hanno chiesto, oltre a un riscatto, anche il ritiro del mandato di cattura emesso dalla Corte penale internazionale contro il presidente sudanese". Le richieste sarebbero state avanzate nel corso di una telefonata tra i sequestratori e i mediatori sudanesi, tra i quali vi sarebbero diversi capi tribù del Darfur, che stanno gestendo le trattative per il rilascio degli ostaggi stranieri.

IL RIENTRO - Intanto Medici senza frontiere, che ieri aveva annunciato il ritiro del personale dal Darfur, ha detto che trentacinque operatori stranieri stanno lasciando la regione. L'organizzazione precisa che nell'area rimangono così solo due cooperanti, impegnati nelle trattative per il rilascio dei tre volontari rapiti.