Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Teramo necessita di controllori bus armati? No.

Stefano O. Puracchio

Controllori armati sui bus di Teramo. La notizia, riportata ieri con tanto di video dall’agenzia AMATER, sta animando in queste ore un’accesa discussione. Diversi giornali, tra cui Il Centro, Il Tempo e il Messaggero hanno dato risalto al fatto. Il Coisp, il sindacato indipendente di polizia, in una nota, si dimostra esterrefatto. Ma c’è bisogno a Teramo di controllori armati sugli autobus? Decisamente no.        Teramo vive nella sua letargica realtà. Se si escludono sporadici sprazzi di vita dovuti alla presenza dell’università, la città è un microuniverso autoreferenziale. Pregio e difetto di Teramo è il suo immobilismo. “A Teramo, non succede mai niente”, si sente dire spesso e volentieri per le strade. A questo punto, se Teramo necessita di vigilantes, cosa servirebbe a realtà decisamente più complesse e pericolose come le metropoli? Trasporti pubblici su autoblindo e teste di cuoio? No, i vigilantes come controllori sono un’esagerazione.         Il vero dato sconcertante della vicenda è che la società che si occupa di gestire il trasporto pubblico teramano ha preferito assumere vigilantes come controllori piuttosto che utilizzare in modo opportuno personale interno. Delegare a società terze, a quanto pare, è più sbrigativo ed economico. Tuttavia, quello del controllore è un lavoro di relazione ed interazione umana. Lavoro che difficilmente può svolgersi in modo sereno e pacato se si portano appesi alla cintura accessori di non poco conto come manette e pistole.               Proprio Teramo, città che difficilmente fa parlare di se, la bella addormentata, si è fatta notare per questo episodio. Che oltre ad essere preoccupante è anche assurdo. Anzi no. Grottesco.

Pistola e manette: i controllori dei bus a Teramo