Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Ddl sicurezza, cento deputati Pdl non ci stanno

Fabiana Pellegrino

Cento deputati del Popolo della Libertà - Alessandra Mussolini in testa - chiedono a Silvio Berlusconi di non porre la fiducia sul disegno di legge sulla sicurezza perché in esso sono contenute "norme inaccettabili, che necessitano di indispensabili correzioni".

LA RICHIESTA - L'appello al premier contenuto in una lettera è chiaro: "Ti chiediamo di non porre la fiducia sul disegno di legge 2180. Siamo certi che ne converrai anche tu, quando potrai renderti conto di come questo dettato legislativo vada contro i più elementari diritti umani e in particolare dell'infanzia e della maternità. Si sostiene che questo ddl non obblighi il medico a denunciare l'immigrato clandestino che si presenti per essere curato ai posti di pronto soccorso, in ospedale, o nei centri di vaccinazione. Non è così. Anzi - scrivono i firmatari della lettera - l'obbligo di denuncia potrà riguardare anche gli insegnanti e chiunque eserciti incarichi pubblici. Infatti, l'introduzione in sede penale del reato di clandestinità, come previsto dal ddl sicurezza, impone a medici e insegnanti l'obbligo di denuncia, così che il loro comportamento non ricada sotto i rigori degli articoli 361 e 362 del codice penale, trattanti il reato di omessa denuncia da parte del pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio".

TRAPPOLA PER BAMBINI - Per i cento deputati del Pdl sarebbe una "vera e propria trappola per bambini" che verrebbero attirati con l'obbligo dell'istruzione e individuati e " proprio con la mano del medico o dell'educatore". Il risultato? "Un regresso spaventoso in fatto di civiltà del nostro paese".