Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

BIO-TESTAMENTO ALLA DERIVA, E' SCONTRO AL SENATO

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Pamela Di Ovidio

Il bio-testamento è stato affossato. L'Aula del Senato ha, infatti, detto sì all'emendamento dell'Udc, con 136 voti a favore e 116 contrari, causando una vera e propria bagarre fra le mura di Palazzo Madama, dove alle 18 verrà espresso il voto finale, in attesa delle valutazioni di Montecitorio. In sostanza, l'emendamento sottoscritto dal senatore Antonio Fosson, rende non vincolante per il medico la cosidetta "dat", dichiarazione anticipata di trattamento firmata dal malato e va a modificare il primo comma dell'articolo 4. Secondo l'opposizione, in questo modo viene, di fatto, annullato il carattere fondamentale che sta alla base del testamento biologico, ovvero dare al malato la possibilità di esprimere la proprio volontà riguardo all'accanimento terapeutico.

BAGARRE MAGGIORANZA-OPPOSIZIONE - Durissima la reazione da parte dell'opposizione che ha aspramente criticato la maggioranza, accusandola di aver "svuotato la legge". «Eravamo qui - ha protestato Anna Finocchiaro - per scrivere un testo sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, ma con questo emendamento mi chiedo di cosa stiamo discutendo, visto che le dichiarazioni non conteranno assolutamente nulla. C'è un limite oltre il quale la finzione non si regge più». Secondo il relatore Raffaele Calabrò «l'intenzione è quella di tener conto delle valutazioni del medico» visto che ci possono essere progressi della medicina che vanno presi in considerazione e ha definito il testamento biologico «non rigido» e sottoposto alla valutazione del medico. Il senatore del Pd, Ignazio Marino, ha invece preferito tacere, sostenendo che con le dat non più vincolanti, le stesse dichiarazioni «sono ormai del tutto prive di senso» e ha drasticamento aggiunto che «questo è il bacio della morte alla legge sul testamento biologico, da stamane ufficialmente carta straccia». Inoltre, un altro emendamento approvato all'articolo 4 prevede che le dichiarazioni anticipate di trattamento hanno validità per un periodo di tre anni e non più di 5 anni, come era stato deciso in Commissione Sanità.

ARTICOLO 5 - Il Senato ha, poi, approvato anche l'articolo 5, che prevede l'assistenza domiciliare da parte delle Regioni ai soggetti in stato vegetativo persistente. Infine, con 151 voti a favore, 116 contrari, 2 astenuti, Palazzo Madama ha detto sì all'articolo 6 del ddl sul testamento biologico che prevede, all'interno della «dat», la possibilità di nominare un fiduciario che potrà interagire con il medico agendo nell'interesse del paziente.