Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Sla, parla il prof Adriano Chiò - di F. Calsolaro

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Fabiana Calsolaro

L´hanno battezzato Sunc1, ed è il più significativo fra i sette geni che favoriscono la comparsa della sla, la sclerosi laterale amiotrofica. La recente scoperta, un passo avanti eccezionale nella ricerca delle cause scatenanti di una malattia di cui si sa ancora molto poco, si deve allo studio internazionale sulla genesi della sla nelle forme non ereditarie (che sono le più comuni), coordinata, a livello nazionale, da Adriano Chiò, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Torino.

1. Professore la recente importante scoperta è che sono sette i geni che regolano lo sviluppo della sla, uno in maniera fondamentale. Cosa significa?Quello che si è osservato è che ci sono dei geni che in qualche modo favoriscono la comparsa della malattia, cioè chi è portatore di questi geni ha una maggiore probabilità di avere la malattia, il che non vuol dire però che la svilupperà certamente, ma semplicemente che in condizioni favorenti, che ancora non conosciamo, la malattia si sviluppa.

Ma dire geni che regolano la Sla non significa dire cause che la provocano. Riguardo alle cause, i dati dimostrano che c'è una relazione stretta tra calcio e Sla: solo dal 1970 al 2001 ci sono stati 8 casi tra calciatori di serie A e B, l'incidenza è di 6 volte e mezzo superiore rispetto alla media nella popolazione generale. Tra le diverse ipotesi sulle cause di questa alta incidenza ci sono i traumi cerebrali, conseguenza dei colpi di testa, la frequenza dei microtraumi alle articolazioni, l'abuso di farmaci antinfiammatori. Un'inchiesta di Rainews24, lo scorso anno, accertò, però, che i terreni dei campi da calcio sono spesso trattati con erbicidi, concimi e vernici che possono risultare pericolosi. La tesi che vi sia un collegamento tra la composizione dei terreni dei campi da calcio e l'insorgere della Sla è rinforzata da studi che hanno rilevato che tra le categorie professionali gli ex agricoltori sono particolarmente colpiti, come tra gli sportivi lo sono golfisti e giocatori di football, tutti a contatto con i materiali citati.

2. Lei è consulente del pm torinese Raffaele Guariniello nell'inchiesta che indaga proprio su questi particolari aspetti dell'anomala relazione tra calcio e Sla. Quanto regge per lei questa tesi, quanto i materiali che compongono il terreno di gioco possono influire sull'insorgere della malattia? In realtà è un'ipotesi, non ancora una certezza. Nel caso specifico, la commissione che sta lavorando con il consigliere Guariniello ha incluso di recente anche degli agronomi della facoltà di agraria proprio per valutare questi possibili fattori. Il punto è che l'esistenza di questi possibili fattori metterebbe bene in relazione la malattia con un'osservazione che era stata fatta in passato, cioè con un aumento di rischio di malattia per gli agricoltori.

3. Anche nell'indagine sul rugby che ha avviato con il Prof. Mora i riscontri vanno in questa direzione? Per il momento nel rugby non vi sono delle indicazioni di un aumento di rischi di Sla. Il rugby ha delle caratteristiche, compreso il campo di gioco, molto diverse rispetto al calcio, quindi questo sembrerebbe, in realtà, dare una maggiore specificità al calcio, o qualcosa connesso con il calcio, come fattore della malattia.

4. Indagando in particolare sullo stadio Sinigaglia di Como, l'inchiesta di Rainews portò alla luce che il substrato del terreno potrebbe essere composto da materiale di scarto delle vicine fonderie di Dongo, ricco di metalli tossici quali carnio, piombo e cromo, ottimi drenanti, in più a costo zero. La società comasca è tra quelle con il più alto numero di calciatori colpiti da Sla. Solo una coincidenza?Che sia una coincidenza è difficile dirlo ma anche che sia causale. È uno dei rami d'indagine. Ci sono dati di alcuni studi che rilevano che una categoria che è a maggiore rischio di Sla sono proprio i saldatori, quindi soggetti che fanno utilizzo di metalli nebulizzati nella saldatura. Resta più complesso definire come il residuo di fonderia presente al livello del terreno del campo riesca a salire in superficie.

5. E il doping? Può essere una concausa o no, visto che in altri sportivi dove pure c'è la pratica del doping, come il ciclismo, non si sono verificati casi di Sla?Tendenzialmente io non credo molto al doping, ma questa la prenda come una mia opinione personale, nel senso che al momento attuale non abbiamo informazioni. Abbiamo studiato i ciclisti apposta per verificare questo e in effetti non abbiamo trovato casi. La sensazione è che il doping c'entri poco. È pur vero che si potrebbe dire che il doping usato nel calcio, e le sostanze usate come doping, siano diverse da quelle usate nel ciclismo, quindi pur non credendoci molto non è un'ipotesi completamente chiusa.

6. Tornando alla ricerca, Lei ha detto che la scoperta dei 7 geni è un punto d'inizio, ma è un punto d'inizio che può arrivare a una terapia?Si ma in modo molto mediato, molto complesso e purtroppo non breve, nel senso che allo stato attuale noi abbiamo trovato questo gene principale e gli altri come regolatori, però non sappiamo ancora in quale modo regolano, e quindi in quale modo favoriscono la comparsa della malattia; p.artendo da questo, quando lo si sarà capito, si potrà forse arrivare ad un intervento terapeutico

7. Il professor Francesco Fornai, dell'Università di Pisa, e la sua equipe stanno lavorando sul litio, usato già in psichiatria. 16 ammalati di Sla, con speranza di vita limitata a un anno, e sono sopravvissuti oltre i 16 mesi con la somministrazione di litio. Ci sono speranze in questa direzione?Sono in corso degli studi, fatti in un modo più scientifico, perché lo studio fatto dal Professor Fornai non rispettava le regole che usiamo per la valutazione dei farmaci. È uno studio nazionale, guidato proprio da noi di Torino. Le sensazioni che abbiamo non sono purtroppo positive, però non ci sono ancora dei dati formali; abbiamo visto una enorme quantità di effetti collaterali in questi pazienti, molti si sono addirittura ritirati, quindi ci sono dei dubbi sull'utilizzo del litio in termini di sicurezza e non solo di efficacia.