Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

DELITTO DI PERUGIA, PARLA LA VICINA DI MEREDITH

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Pamela Di Ovidio

Un sorriso che sembra non lasciare nessun dubbio sulla sua innocenza. E' quello che incornicia il bel volto della super-indiziata del delitto di Perugia, Amanda Knox. Un sorriso che non è stato scalfito nemmeno stamattina quando, nel corso del processo che vede imputati la Knox e Raffaele Sollecito dinanzi alla Corte D'Assise di Perugia, la vicina della casa di Via Pergola, Nara Capezzali, ha rilasciato importanti testimonianze sulla notte dei misteri.La donna sostiene di aver sentito "un grido prolungato di donna", provenire dall'abitazione di Meredith Kercher e di aver, poi, udito "correre" su per le scalette in ferro, accanto alla casa. Inoltre, dice la vicina, di essere riuscita a distinguere "quasi nello stesso momento" passi nella ghiaia e fra le foglie secche, depositate sul piazzale antistante al casolare. Poi, ha continuato la donna, "più niente". La Capezzali ha spiegato di abitare in Via del Melo, molto vicino alla casa dell'omicidio. "L'urlo non era normale - ha dichiarato ai giudici - mi si accapponò la pelle". E, incalzata dal pm Giuliano Mignini, ha sottolineato che si trattava di un urlo "prolungato". "Ogni volta che passo davanti a quella finestra - ha aggiunto - mi sembra di risentirlo". La donna si è, però, detta incerta sull'orario. Ha sostenuto, infatti, di essere andata a dormire intorno alle 21-21,30 e di essersi rialzata circa due ore dopo per andare in bagno. Ed è stato in quel momento che avrebbe sentito l'urlo prolungato e gli altri rumori. Rispondendo, poi, a Giulia Bongiorno, uno degli avvocati di Raffaele Sollecito, riguardo la data in cui sentì il grido, la Capezzali ha detto di non ricordarselo più e ha però, spiegato che si trattava della sera prima del ritrovamento del cadavere. Infatti, la donna ha precisato che ad avvertirla della scoperta furono alcuni giovani che abitavano in un suo appartamento, dato loro in affitto e di aver così ricollegato a chi apparteneva quell'urlo prolungato. Riguardo al fatto di aver riferito l'accaduto alla polizia solo dopo diversi giorni, la Capezzali ha detto di averlo "fatto con il cuore". Soddisfatti i legali di Rudy Guede, gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, i quali sostengono sin dall'inizio che la Capezzali rappresenti la "super-teste" di questa indagine. "Si tratta di una teste - hanno dichiarato i legali - genuina, spontanea ed efficace. Ha detto chiaramente che ha sentito perfettamente la notte dell'omicidio scappare due persone, uno di qua e l'altro di la. Una versione - continuano gli avvocati - che calza perfettamente con il racconto di Rudy, il quale ha sostenuto che mentre altre due persone scappavano lui soccorreva Meredith".Intanto i difensori di Amanda Knox e Raffaele Sollecito hanno annunciato che i loro assistiti non prenderanno parte all'eventuale sopralluogo nella casa del delitto, chiesto da tutte le parti in causa e sul quale la Corte non ha ancora sciolto la riserva.

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