Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Piano casa: intesa Governo-Regioni

Stefano Buda

Aumento del 20% di volumetria per le case mono e bifamiliari, con un limite massimo di 200 metri cubi, che potrà però essere superato dalla normativa regionale. Obbligo per le Regioni di approvare le nuove norme sull'edilizia entro 90 giorni, altrimenti potrà subentrare il governo. Questi alcuni dei punti principali del piano casa, sul quale governo e enti locali hanno raggiunto l'accordo. Ad annunciare l'intesa sono stati il ministro per gli affari regionali, Raffaele Fitto, e il presidente della conferenza delle regioni, Vasco Errani. Dal provvedimento sono esclusi i condomini, i centri storici e le abitazioni abusive, mentre sono comprese le villette a schiera.

"Il decreto legge sul piano casa sarà portato in Consiglio dei ministri entro dieci giorni", ha assicurato il premier, che si è dichiarato soddisfatto, ha ringraziato le Regioni per la collaborazione e ha annunciato che "è già al varo un altro grande piano casa, per realizzare in ogni capoluogo di provincia un insediamento urbanistico di dimensioni tali da venire incontro all'esigenza di nuove case per chi ancora la casa non ce l'ha". Secondo Berlusconi, "da un conto approssimativo, se il 10% dei proprietari di casa approfitterà di questo provvedimento, significherebbe che 60-70 miliardi di euro entrerebbero nel circuito dell'economia, una somma che si aggira tra i 4 e i 6 punti del Pil".

Soddisfatta la maggioranza, pareri positivi giungono anche dall'opposizione. Per il sindaco di Roma e presidente dell'Anci, Gianni Alemanno, "l'accordo segue la strada della semplificazione, nel rispetto di tutte le prerogative urbanistiche e ambientali, e rilancia l'economia in un momento di crisi diffusa". Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, trova che "l'accordo fa bene al paese". Per la presidente della regione Piemonte ed esponente del Pd, Mercedes Bresso, "il testo del governo è molto migliorato". Di Pietro esulta, perché "è stato respinto il colpo di mano del governo con il quale si volevano imporre alle regioni norme devastanti per l'urbanistica". Il più critico è il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, il quale trova "giusto che si sia fatto il piano casa per rimettere in moto l'edilizia", ma rimarca che "andava fatto prima, con meno confusione e meno dilettantismo". "L'annuncio di un decreto entro dieci giorni", aggiunge Casini, "è la dimostrazione che questo governo fa tantissimi annunci ad effetti speciali".