Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Meredith, in aula medico legale

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Pamela Di Ovidio

Continua la soap a tinte fosche dell'omicidio di Perugia. Nella nuova puntata di oggi, il bel sorriso sfoggiato da Amanda Knox, una delle imputate per la morte della giovane studentessa americana Meredith Kercher, è svanito.E' il giorno della testimonianza a porte chiuse del medico legale Luca Lalli, consulente dei pm Mignini e Comodi, che ha confermato i dati della perizia. Sul corpo di Meredith non sono presenti segni di violenza sessuale. La morte sarebbe avvenuta tra le 20 del 1° novembre 2007 e le 4 del giorno successivo «a non più di 2-3 ore dall'ultimo pasto della ragazza».A più riprese sono state mostrate le immagini molto forti dell'autopsia, che hanno cancellato in un lampo l'allegria della Knox mentre l'altro imputato nell'inchiesta, Raffaele Sollecito le ha osservate senza sgomento.

LA TESTIMONIANZA DEL MEDICO - Secondo Lalli, la morte della Kercher «può essere ricondotta a una insufficienza cardiorespiratoria acuta da meccanismo combinato emorragico e asfittico». Il medico legale afferma, quindi, che il decesso sia stato determinato da uno «choc emorragico» cui si è aggiunto «un meccanismo di natura asfittica prodottosi per l'aspirazione di sangue che ha raggiunto, attraverso l'albero bronchiale, le basse vie respiratorie». Nonostante Lalli sostenga l'assenza di segni di violenza sessuale, dice altresì che le ecchimosi presenti sul corpo sono comunque compatibili con un rapporto sessuale, forse frettoloso, avvenuto poco prima della morte. Gli accertamenti medico-legali non sono, inoltre, in grado di escludere «l'evenienza di una possibile coercizione psicologica che possa aver indotto la giovane a subire un rapporto non voluto».

ALTRE TESTIMONIANZE - A salire sul banco dei testimoni sarà anche il musicista congolese Patrick Lumumba. L'uomo era stato arrestato nella fase iniziale dell'inchiesta, poi scarcerato perché prosciolto da ogni accusa. Dopo Lumumba sarà la volta del titolare di un negozio di bianchiera intima dove i due fidanzatini, Amanda e Raffaele sono andati per qualche giorno dopo il delitto. L'uomo sarà assistito dal suo avvocato, poiché querelato per diffamazione dallo stesso Sollecito.Domani sono, invece, in programma le testimonianze di un altro medico legale e del ginecologo, entrambi consulenti dei pm, e di Rudy Guede, l'ivoriano condannato a trent'anni con rito abbreviato per lo stesso delitto rito, che sicuramente si avvarrà della facoltà di non rispondere.

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