Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Bollo auto, rivoluzione in arrivo. Più viaggi, più paghi.

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Siamo delle mucche da mungere. Con questa frase si può riassumere il pensiero del Partito degli Automobilisti, un movimento nato a Pescara nel 2006 che si batte per l'abolizione totale del bollo auto, per la riduzione dei costi assicurativi e delle accise sulla benzina.

Per gli aderenti possedere un auto sta diventando sempre più un privilegio e non una necessità. Macchine che sul mercato valgono poche centinaia di euro, a causa di una potenza elevata pagano un imposta addirittura superiore al loro valore.

Utilizzare il KW per quantificare il bollo è quindi ormai superato.

In tal senso anche l’UE ha approvato una direttiva che definisce una struttura comune per le tasse sulle auto. I parlamentari europei hanno accolto con favore il sistema di calcolo basato sul livello di emissioni nocive e già si intravede la progressiva abolizione della tassa di immatricolazione con maggior tutela per l'ambiente e i consumatori. Al 31 dicembre 2010 il gettito totale calcolato su emissioni di biossido di carbonio, consumo di carburante ed emissioni inquinanti, dovrà salire ad almeno il 50% del gettito totale. La proposta della Commissione prevede inoltre che a decorrere dal 1° gennaio 2016 gli Stati membri non potranno mantenere in vigore nessuna tassa di immatricolazione.

Primo Paese europeo a recepire la direttiva è stato l’Olanda. A partire dal 2011, infatti, tutti i possessori di un automezzo dovranno pagare un’imposta calcolata in base al numero di chilometri percorsi. Il ministro dei trasporti Camiel Eurlings ha dichiarato che l’imposta è studiata per decongestionare il traffico dai centri cittadini, consentendo all’automobilista un sensibile risparmio. A registrare tutti gli spostamenti senza il minimo errore ci penseranno dei satelliti. Il totale della tassa verrà calcolato penalizzando i veicoli più inquinanti e conteggiando i chilometri percorsi, come dire: più distanza, più spesa. In apparenza sembrerebbe tutto risolto, ma difficilmente gli automobilisti saranno “contenti” dell’idea di essere controllati chilometro per chilometro in tutti i propri spostamenti.