Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Razzismo: boicottato il vertice Onu a Ginevra

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Sara Del Vecchio

Durban 2, la conferenza dell'Onu sul razzismo prevista per oggi a Ginevra, è partita con il piede sbagliato. Tanti i governi che hanno deciso di disertare l'appuntamento. Mancano gli Stati Uniti, l'Italia, la Germania, la Polonia, l'Australia, il Canada, l'Olanda, la Nuova Zelanda e Israele. Presenti la Gran Bretagna di Gordon Brown e il Vaticano che ha scelto di privilegiare il rapporto con gli altri paesi membri dell'Onu.

"Uniti contro il razzismo". E'questo il titolo del vertice, che dà seguito alla Durban 1, organizzata nella città sudafricana di Durban nel 2001. Ma di unità ce n'è ben poca, soprattutto perché non c'è accordo su cosa sia il razzismo e su chi sia razzista. Da mesi gli stati dell'Organizzazione della conferenza islamica hanno lavorato a un testo di Dichiarazione Finale che di fatto ripeteva Durban 1, ossia individuare Israele come unico stato al mondo protagonista di politiche razziste e di violazioni dei diritti umani. Stati Uniti, Unione Europea e molti altri paesi avevano iniziato un duro negoziato per provare a modificare quel testo. Qualche settimana fa gli Usa hanno annunciato il boicottaggio, seguiti dal Canada e dall'Italia. Il negoziato è continuato e venerdì è stata rifiutata anche la proposta dell'Iran di non considerare l'Olocausto come un fenomeno unico nella storia. E nel progetto di Dichiarazione finale è stato lasciato un esplicito richiamo alle conclusioni di Durban 1, in cui Israele veniva attaccato frontalmente. Così, anche la conferenza di Ginevra si prepara a criticare Israele. E' questo il motivo per cui Barack Obama ha deciso di abbandonare il vertice.

Questa mattina, subito dopo l'inizio della conferenza, il governo israeliano ha richiamato per consultazioni il suo ambasciatore in Svizzera. Una decisione presa a seguito di un incontro tra il presidente elvetico Hans-Rudolf Merz e il leader iraniano Mahmoud Ahmadinejad. ''Non è una rottura delle relazioni, ma un'espressione del malcontento di Israele per l'atteggiamento lassista della Svizzera nei confronti dell'Iran'' - ha spiegato un dirigente del ministero degli Esteri dello Stato ebraico.

Anche il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha avuto un colloquio con il presidente iraniano.

Ban è pienamente consapevole delle tensioni che accompagnano il vertice, tanto che prima di dare il via ai lavori ha condannato la negazione dell'Olocausto. Poi, nel discorso con cui ha aperto i lavori, ha difeso la contestata dichiarazione finale come un testo "attentamente bilanciato". "Sono profondamente dispiaciuto che alcuni Paesi abbiano deciso di rimanerne fuori - ha dichiarato Ban - e spero che non lo faranno a lungo".

Secondo il numero uno del Palazzo di Vetro, il razzismo non è scomparso e può essere istituzionalizzato, come l'Olocausto". "Ma può anche esprimersi in modo meno ufficiale sotto forma di odio verso alcune classi o persone particolari come l'antisemitismo, o per esempio, la nuova islamofobia." - Ha aggiunto. "Le vittime del razzismo ci guardano, ma cosa vedono? - si è chiesto - Parliamo di tolleranza e mutuo rispetto, ma puntiamo l'indice gli uni contro gli altri e ci rivolgiamo gli uni agli altri le stesse accuse del passato".

Ban Ki-moon ha denunciato nuove minacce come il traffico di esseri umani. "La discriminazione non sparisce da sola. Deve essere affrontata. Altrimenti può diventare causa di disordini e violenze sociali. Dobbiamo essere particolarmente vigilanti in questo periodo di difficoltà economica". Il segretario generale dell'Onu ha quindi evocato i lavori che hanno preparato la conferenza di Ginevra e gli sforzi per giungere a un testo di consenso: "E' peccato che per alcuni non sia stato sufficiente. Ma possiamo superare le divergenze. Rivolgo un appello a tutti i Paesi a considerare questo processo come un inizio e non una fine".

E La portavoce della Commissione europea Christiane Hohmann ha chiarito che l'esecutivo comunitario segue da vicino la conferenza dell'Onu e che il testo del documento "non è ideale ma è frutto di un compromesso". La Commissione intende "reagire in modo appropriato a eventuali dichiarazioni inaccettabili". La Portavoce poi, ricordando che 23 stati su 27 sono ancora impegnati nella conferenza, ha sottolineato come Bruxelles ritenga di poter trarre qualcosa dal vertice e rimanga impegnata a fare tutto il possibile.