Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Migranti della Pinar in Italia, è scontro politico

Lorenzo Dolce

Sembra aver trovato una fine la vicenda del cargo turco Pinar che giovedì scorso ha salvato 140 persone in balia del mare, su due barconi, nel Canale di Sicilia, generando un contenzioso diplomatico tra l'Italia e Malta. E' infatti arrivata a Porto Empedocle (Agrigento) la nave della marina militare su cui la notte scorsa sono stati trasbordati i migranti. In mattinata era arrivato anche il guardacoste della Guardia di Finanza con una ventina di persone a bordo. Ad attendere gli stranieri sulla banchina c'erano i volontari di diverse associazioni che si stanno occupando di fornire l'assistenza necessaria. La polizia, inoltre, scorterà i pullman che trasporteranno i migranti fino al centro di accoglienza di Piano del Lago a Caltanissetta, dove anche stamani è stato trasportato il primo gruppo.

La Farnesina ha precisato che il ministro dell' Interno Roberto Maroni e quello degli Esteri Franco Frattini, in stretto coordinamento con il presidente del Consiglio, «sono giunti alla determinazione di accogliere in Italia gli immigrati presenti nella nave, tenuto conto della perdurante indisponibilità del Governo maltese malgrado le sollecitazioni rivoltegli dal presidente della Commissione europea Barroso». La decisione è arrivata dopo il tentativo di Berlusconi di risolvere con Malta la vicenda. Berlusconi, dopo aver parlato al telefono sia con il premier maltese Gonzi, che con Barroso, ha deciso di sbloccare la situazione sulla base di motivazioni umanitarie. È stato forte, infatti, l'allarme lanciato dai medici che sono saliti a bordo, ma importanti sono state anche le pressioni politiche della Chiesa agrigentina e di diverse organizzazioni, tra cui l'Unhcr.

 

BRACCIO DI FERRO TRA ITALIA E MALTAL'operazione di salvataggio, avvenuta in acque di competenza maltese, aveva innescato un duro braccio di ferro tra Roma e La Valletta sulla destinazione finale dei profughi. La vicenda si è risolta solo ieri sera, dopo la decisione del governo italiano di accogliere gli immigrati. Questa mattina il ministro degli Esteri maltese Tonio Borg, incontrando l'ambasciatore italiano a Malta, Paolo Trabalza, ha definito lo scontro diplomatico con l'Italia un «disguido tra amici», esprimendo l'auspicio che i due Stati possano continuare a discutere «per trovare soluzioni comuni ed evitare incidenti come questo».

 

MARONI: NECESSARIO INTERVENTO COMMISSIONE UE, PRONTO DOSSIERL'Italia chiede l'intervento della Commissione Europea perché non si verifichi più un caso come quello della nave Pinar con a bordo clandestini che Malta si è rifiutata di far attraccare e che è arrivata in Sicilia. «È un intervento, quello che noi chiediamo alla Commissione Europea - ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni -, definitivo che serva ad accertare la responsabilità e debba costringere ciascuno a fare quello che deve».

«Abbiamo accolto queste persone - ha aggiunto - esclusivamente per motivi umanitari perché la situazione sulla nave si stava facendo complicata. Contestiamo a Malta il mancato intervento. Sto preparando un dossier che manderò domani alla Commissione. Il ministro Frattini la prossima settimana porrà la questione sul tavolo del consiglio dei ministri degli Esteri».

 

APERTA INCHIESTA SULLA MORTE DELLA DONNA INCINTASulla nave c'era anche il cadavere di una donna incinta, morta prima che il barcone su cui navigava venisse soccorso dall'equipaggio turco. Il corpo in decomposizione, messo su una scialuppa trainata e sul quale i gabbiani attirati dal forte odore si sono trasformati in avvoltoi, è stato poi trasferito su una motovedetta diretta a Lampedusa. E proprio sulla morte della donna è stata aperta un'inchiesta, dalla procura della repubblica di Agrigento. Le indagini, affidate alla Polizia, dovranno accertare le modalità della morte della donna e se vi siano responsabili.

 

ALFANO: ITALIA SI E' FATTA CARICO DEI PROPRI DOVERIIl ministro della Giustizia, Angelino Alfano, intervenendo sulla vicenda ha affermato che «l'Italia si è fatta carico dei propri doveri umanitari, reclamando, nel contempo l'intervento dell'Unione europea affinché vicende simili non accadano più. È importante che l'Unione europea - ha aggiunto - prenda posizione perché l'Italia non può farsi carico, oltre che delle proprie responsabilità, anche di quelle degli altri Paesi».

 

BARROT RINGRAZIA ITALIA, MA UE FACCIA DI PIU'Gratitudine è stata espressa all'Italia dal commissario Ue alla Giustizia, Jacques Barrot: «ringrazio l'Italia per aver accolto gli immigrati ed aiutato quelli che ne avevano più bisogno», ha detto invitando l'Ue ad esprimere maggiore solidarietà. Il commissario ha spiegato che «il problema resta ancora irrisolto, si è arrivati ad una soluzione per la Pinar, ma altri drammi rischiano di avvenire in futuro». Barrot ha quindi chiamato in causa la Ue: «l'Unione Europea deve esprimere una solidarietà più concreta ed efficace, per questo riprenderò la discussione sull'emergenza immigrazione durante il prossimo Consiglio dei ministri».

«Comprendo le inquietudini di entrambi i Paesi - ha aggiunto il commissario - perché tutti e due, in particolare Malta, soffrono questi arrivi massicci».

 

RONCHI: UE GIGANTE FERMO CHE HA FALLITOE' durissima la critica del ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, che dice: «Questa Europa non ci piace, questa Europa ha fallito. Di fronte ad una nave di disperati, carica di donne e bambini, sfruttati, l'Unione europea non ha saputo dire nulla».

«Noi li abbiamo accolti per spirito umanitario - ha detto lodando la decisione del governo italiano -, ma l'emergenza immigrazione non si affronta così. L'immagine di quella donna incinta morta è l'emblema del fallimento politico e culturale dell'Ue». Dalla crisi economica a quella del gas, dalla conferenza Onu sul razzismo, all'immigrazione, i 27 «non hanno saputo parlare con una voce sola»: è anche in questo caso - ha concluso il ministro - «l'Ue è rimasta immobile, un gigante fermo, un gigante di argilla fatto di euro-burocrazia auto-referenziale».

 

LE IENE A BORDO: SITUAZIONE TRAGICA, GENTE RASSEGNATAL'inviato delle Iene Luigi Pelazza, salito ieri a bordo della Pinar assieme al collega di Repubblica Francesco Viviano e ad un reporter tedesco, aveva definito la situazione "tragica". «Mi hanno detto che sono partiti dalla Libia a bordo di due imbarcazioni cinque giorni fa, poi a una delle due è terminata la benzina e sono stati soccorsi dalla 'Pinar' - racconta Pelazza - Per due giorni hanno bevuto solo acqua di mare. Non c'è panico, comunque, a bordo della nave la gente è calma e rassegnata».