Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Durban II: approvato documento finale

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Fabiana Calsolaro

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Oggi, in anticipo rispetto alle previsioni e all'indomani dell'attacco del presidente iraniano Ahmedinejad a Israele, la Conferenza Onu sul razzismo  a Ginevra (Durban II) ha approvato il documento finale per acclamazione. Nel testo non ci sono modifiche rispetto a quello elaborato venerdì al termine del braccio di ferro tra Paesi musulmani e occidentali sulla questione di Israele.Il presidente del Consiglio Berlusconi ha giustificato l'assenza italiana a Ginevra con queste parole: "Siamo stati preveggenti: è successo quello che immaginavamo potesse succedere".

Ieri, infatti, "è stata la giornata dell'odio". Durban II si era aperta già all'ombra del boicottaggio. Diversi governi, infatti, avevano minacciato l'abbandono della conferenza se il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad avesse tirato in ballo discorsi antisemiti, ripercorrendo la strada che aveva preso il primo summit nel 2001 in Sudafrica (Durban I) di cui, invece, il Durban II dovrebbe essere la revisione. La prima giornata, invece, è stato il bis, sull'onda della dura invettiva del presidente iraniano Ahmadinejad contro Israele.

I PRECEDENTI: DURBAN I. Nel 2001 la delegazione israeliana e quella americana avevano abbandonato la conferenza ritenendo "la dichiarazione finale del summit offensiva per lo Stato Ebraico". Anche l'Italia, contraria agli accenti antisemiti della bozza del documento finale, aveva ritirato il 5 marzo la delegazione dai negoziati. E l'Onu era stata costretta ad eliminare dal testo, oggetto della polemica, frasi accusatorie nei confronti di Israele, additata come razzista e colpevole di applicare l'apartheid contro i palestinesi, fino addirittura al paragone con l'Olocausto. Per capire di cosa si parla riportiamo alcune delle frasi incriminate:-" Non devono mai essere dimenticati l'olocausto e la pulizia etnica perpetrata ai danni della popolazione araba e palestinese nelle terre storiche della Palestina, nella Bosnia e in Kosovo"- "L'occupazione straniera fondata sulle colonie di popolamento(...) costituiscono una nuova forma di apartheid, un crimine contro l'umanità (...)"-"Esprimiamo una profonda inquietudine di fronte alla discriminazione razziale che i palestinesi subiscono nei territori arabi occupati (...). Chiediamo che sia stabilito un termine alle pratiche razziste cui sono sottoposti i palestinesi e gli altri abitanti dei territori arabi occupati da Israele".- "La conferenza mondiale constata con inquietudine l'aumento delle pratiche razziste del sionismo e dell'antisemitismo in parecchie regioni del mondo, e la diffusione di modi di pensare di movimenti discriminatori come il sionismo fondato sulla superiorità razziale".La Conferenza ONU sul razzismo si concluse, nel 2001, con un compromesso che incentrò il discorso su ‘La tratta degli schiavi, un crimine contro l'umanità'. La risoluzione contiene le scuse solenni dei Paesi che hanno organizzato la tratta degli schiavi, ammonisce a non dimenticare l'Olocausto. Vengono sottolineate le sofferenze del popolo palestinese e si guarda con grande preoccupazione al crescere dell'antisemitismo, islamofobia e arabofobia, ma Israele e il sionismo non vengono mai citati. Il grande deluso di Durban I fu il mondo arabo.

DURBAN II: BIS CONTRO ISRAELE. Il timore che al nuovo vertice a Ginevra potesse ripetersi quanto accaduto nel 2001 è stato più che fondato: profetico.Già a marzo Israele aveva polemizzato sulle modifiche apportate alla bozza di dichiarazione finale della conferenza Onu Durban Due, definendole un "trucco diplomatico", cambiamenti cosmetici che non cambiano la sostanza "il primo articolo del nuovo documento ribadisce la dichiarazione contenuta nel Durban I e cioè che Israele sarebbe uno stato razzista". Il testo corretto è stato elaborato da una commissione presieduta dalla Russia, proprio allo scopo di prevenire il boicottaggio della conferenza da parte di vari paesi, tra cui la UE. È evidente, oggi, che quel tentativo è fallito.

L'INVETTIVA ANTI-ISRAELIANA DI AHMADINEJAD. "L'ideologia e il regime sionista sono i portabandiera del razzismo", questo il concetto fondamentale al centro della dura invettiva del presidente iraniano Mahmud Ajmadinejad. Il rischio era che, ribadendo il concetto in sede ufficiale, molti ambasciatori europei avrebbero abbandonato l'aula, come aveva avvisato il primo ministro francese Kouchner. E così è stato: la giornata dell'odio, protagonista il discorso-invettiva di mezzora di Ahamdinejad contro Israele. Il presidente iraniano ha parlato di "un governo razzista" in Medio Oriente dopo la Seconda guerra mondiale, riferendosi chiaramente ad Israele pur non nominandolo. Ma l'invettiva non colpisce solo Israele. Oltre a ribadire che "il sionismo mondiale personifica il razzismo", Ahmadinejad punta il dito anche contro l'America: "Dopo la seconda guerra mondiale, gli alleati hanno mandato emigranti per istituire un governo razzista nella Palestina occupata. Con il pretesto delle sofferenze degli ebrei, hanno aiutato a portare al potere il regime razzista più crudele".

LE REAZIONI. Piovono applausi dai rappresentanti dei Paesi arabi e musulmani. I 23 ambasciatori europei, invece, abbandonano la sala del Palazzo delle Nazioni Unite, già mezza vuota per il boicottaggio preventivo dei Paesi assenti, tra cui l'Italia.Il primo ministro israeliano, Benyamin Nethanyau, richiama l'ambasciatore da quella che definisce "la conferenza dell'odio". Il Vaticano resta, "ma - precisa Padre Federico Lombardi - solo per continuare ad affermare con chiarezza il rispetto della dignità contro ogni razzismo e intolleranza". Tutti rientrano appena il presidente iraniano finisce di parlare, ad eccezione dei cechi, presidenti di turno della Ue, che abbandonano definitivamente la conferenza."Simili frasi offensive e antisemite non dovrebbero trovare spazio in un forum delle Nazioni Unite contro il razzismo", ha detto l'ambasciatore britannico Peter Gooderham. E Alejandro Wolff, l'incaricato d'affari all'Onu degli Stati Uniti ha definito il discorso di Ahmadinejad "vile, odioso e vergognoso". Il dialogo voluto dal presidente Obama con l'Iran, però, continuerà."Deploro l'uso di questo podio - ha detto il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon - da parte del presidente iraniano per accusare, dividere e perfino per aizzare. Ban Ki-Moon, che poche ore prima aveva incontrato privatamente Ahmadinejad, si è detto "profondamente deluso" per il fatto che il presidente iraniano abbia ignorato il suo invito a non provocare contrasti.Il presidente iraniano rilancia e parla di "intolleranza occidentale" nei suoi confronti. "Coloro che proclamano la libertà di parola non sono stati nemmeno pronti a tollerare una voce di opposizione alla conferenza che era stata organizzata da loro stessi", ha affermato Ahmadinejad, accolto all'aeroporto da un gruppo di sostenitori che scandivano lo slogan ‘morte a Israele'. Poi l'ennesima sfida: "A causa mia, molti paesi hanno boicottato la conferenza. Per questo dichiaro che d'ora in poi parteciperò a tutte le conferenze internazionali".