Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Terremoto, oggi Consiglio dei ministri all'Aquila

Lorenzo Dolce

IL MALTEMPO COMPLICA LA SITUAZIONE NELLE TENDOPOLI

Nei campi si fa i conti con una notte passata sotto al diluvio e sembra ancora lontana quella normalità tanto attesa. Nelle tendopoli si asciuga quanto è possibile e si cerca di mettere in sicurezza le strutture. Ieri a Campotosto, vento forte pioggia hanno fatto crollare il tendone della mensa ed è dovuto intervenire l'Esercito per rimetterlo in piedi. Altri disagi nei campi di Genzano, Pianola e Preturo, mentre migliora la situazione nei campi all'Aquila. Momenti di tensione ieri nella mensa di una delle tendopoli per i pasti arrivati in ritardo.

La pioggia è caduta incessantemente ieri e l'altro ieri, con una fitta nebbia e le temperature che, nei paesi più alti, si sono avvicinate allo zero. Le persone sono rimaste chiuse nelle tende. Ogni tanto qualcuno usciva per fare un giro e per scambiare poche parole con i vicini. Tutti avvolti da sciarpe e maglioni di lana.

A Goriano Sicoli, mascotte del campo è Pasquale Merolli, un impiantista che dal giorno del terremoto non si è mai fermato, portando l'elettricità nella tendopoli. «Oggi però - spiega insieme alla moglie - sono venuti quelli dell'Esercito e mi hanno detto che non dovevo fare tutto da solo, che l'impianto era fuori norma. Ma come potevamo stare tutti questi giorni senza stufe e luce? Tra l'altro, alcune tende ancora non hanno l'elettricità».

Sono tante le persone, soprattutto anziane, che, nei numerosi campi distribuiti in tutto il territorio aquilano, si sono ammalate a causa del grande freddo.

 

LENTO RITORNO ALLA NORMALITA', MA LA GENTE HA ANCORA PAURA

A quindici giorni dal devastante terremoto la paura non passa. Lo sciame sismico mantiene sotto stress la popolazione e la gente non se la sente di tornare nelle proprie case, anche quando sono agibili. La protezione civile dà sostegno alla popolazione anche per vincere i timori immotivati. Tuttavia, aumentano i segnali di ripresa di una quotidianità cercata: ieri hanno riaperto l'Università e molte scuole. L' inchiesta della magistratura entra sempre più nel vivo e continuano i controlli per l'agibilità degli edifici. Il premier Silvio Berlusconi ieri ha ribadito che entro sei mesi saranno pronte le nuove case, mentre il ministro dell'interno Roberto Maroni ha ipotizzato il rinvio delle elezioni nelle zone terremotate.

«Abbiamo il 70% di case agibili o agibili con piccoli interventi - ha detto il Governatore dell'Abruzzo, Gianni Chiodi -, ma temiamo che nessuno vi torni perché in questo momento il terrore fa premio su tutte le altre considerazioni e la gente ha ancora paura».

Lunedì sono state riaperte 204 su 294 scuole; 12 sono parzialmente aperte e 78 chiuse. A Pratola Peligna, nella scuola di Piazza Indipendenza, i genitori non hanno mandato i loro figli a scuola per paura. La stessa cosa accade in diverse città della regione: i genitori in molti casi attendono la fine delle lezioni fuori dagli istituti scolastici, ma in molti altri preferiscono tenere i propri figli a casa, spaventati dalle condizioni degli edifici, pur controllati e dichiarati agibili dagli addetti ai lavori.

E' stato inoltre assicurato dalla Regione Abruzzo che nessuno sfollato dovrà lasciare gli alberghi della costa che attualmente ospitano decine di migliaia di persone rimaste senza casa. In un primo momento erano sorte polemiche circa la regolare ripresa dell'attività turistica in vista della bella stagione, ma la Regione ha in tal senso rassicurato gli ospiti aquilani degli hotel.

 

BENEDETTO XVI IL 28 APRILE A L'AQUILA E ONNA

Il Papa arriverà in Abruzzo, dopo più di 20 giorni dal sisma, martedì 28 aprile. Il Vaticano ha diffuso oggi l programma ufficiale della visita. Un saluto agli sfollati di Onna, un incontro con i sopravvissuti alle macerie della Casa dello studente dell'Aquila, un discorso a una platea più ampia nella sede della Guardia di Finanza di Coppito saranno le tappe principali di un sopralluogo che durerà in tutto alcune ore. Un occasione per il Pontefice per toccare con mano la rovina subita dalle «case di sabbia» e quella delle persone, vittime e responsabili, che nei giorni scorsi ha definito «ben più grave».

Il pontefice partirà alle 9 di martedì della prossima settimana dall'eliporto del Vaticano e giungerà mezz'ora dopo accanto alla tendopoli di Onna. Qui parlerà agli sfollati e reciterà una preghiera per i defunti. Poi, raggiungerà in auto il capoluogo, facendo sosta alla Basilica di Collemaggio e porgerà omaggio all'urna contenente le ceneri di Celestino V, il papa incoronato e sepolto nell'edificio. Poco dopo, intorno alle 10 si soffermerà davanti alle rovine della Casa dello studente, e incontrerà una rappresentanza dei sopravvissuti. Alle 10:45 arriverà al piazzale della Guardia di Finanza di Coppito, frazione dell'Aquila, dove incontrerà i sindaci e i parroci dei Comuni più colpiti dal sisma. Li vedrà insieme, perchè toccati dallo stesso dramma, chi nelle case, chi nelle canoniche, e tutti coinvolti, responsabilmente, in questi giorni a fornire aiuti materiali e spirituali ai meno fortunati.

L'evento conclusivo e più ampio della visita sarà un incontro alle 11 presso la caserma della Guardia di Finanza VI con i fedeli e il personale impegnato nei soccorsi. Dopo i saluti dell'arcivescovo e del sindaco dell'Aquila, il papa terrà un discorso e reciterà la preghiera del Regina Coeli, affidando le sue invocazioni per i terremotati alla Madonna. Dopo un ultimo saluto ai rappresenti delle categorie economiche, partirà in elicottero a mezzogiorno dalla stessa caserma per far rientro in Vaticano, dove l'arrivo è previsto per le 13. Prima, però, ha chiesto di sorvolare in elicottero le zone più colpite dal sisma.