Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Sisma, un pool antimafia vigilerà su ricostruzione

Lorenzo Dolce

A vigilare sulla ricostruzione nelle zone terremotate abruzzesi ci sarà un pool antimafia. Sono quattro i magistrati indicati dal Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso, e conoscono bene come si muove la criminalità organizzata. L'obiettivo del gruppo è quello di effettuare analisi preventive e accertamenti per evitare infiltrazioni mafiose negli appalti per la ricostruzione. «Non c'è ancora un allarme ma una legittima attenzione - ha detto Grasso - perchè vogliamo evitare che gli sciacalli delle case si trasformino in sciacalli delle casse dello Stato. Vogliamo che i soldi della ricostruzione vadano a chi ha diritto».

I magistrati del pool, tutti esperti conoscitori di ‘ndrangheta e camorra, sono Vincenzo Macrì, Alberto Cisterna, Gianfranco Donadio e Olga Capasso. I quattro saranno a disposizione del procuratore e del prefetto dell'Aquila e prenderanno contatti con il ministro dell'Interno «per mettere a disposizione banche dati, esperienza e informazioni». L'obiettivo è quello di agire a monte per evitare di arrivare a dei processi che si trascinino per anni e anni come è avvenuto per il terremoto dell'Irpinia. Il compito primario dei magistrati sarà innanzitutto quello di individuare possibili prestanome per le organizzazioni criminali. «Il certificato antimafia è aggirabile, basta creare una società con dei prestanome - spiega infatti il Procuratore antimafia - e dunque dobbiamo vedere se nel campo delle relazioni dei criminali ci siano probabili prestanome. Il procuratore, infine, ha ribadito la disponibilità della Procura nazionale antimafia di sollevare dalle indagini già in corso i colleghi impegnati all'Aquila in modo che si possano concentrare sulle indagini per accertare le eventuali responsabilità nei crolli.

Per il Pd è necessario che il Governo sostenga il pool antimafia. Il capogruppo del Pd nella Commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, ha infatti chiesto «al Governo, al ministro Alfano e Maroni, di intervenire tempestivamente per sostenere questo lavoro e non lasciare inascoltata la pesante e consapevole denuncia del procuratore Grasso per cui, nel nostro paese, è ancora agevole aggirare la certificazione antimafia».

Alfano ha affermato di condividere l'iniziativa di Grasso. «Bisogna tenere gli occhi aperti senza allarmismi - ha detto - sapendo che il governo è al fianco dei magistrati per lavorare insieme affinché da una grande sciagura non nasca uno scandalo, ma una risposta di cui andare orgogliosi».

La scheda dei quattro magistrati