Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Maltempo: crolla un pezzo della Teramo-mare

Sara Del Vecchio

La forza dell'acqua del fiume Tordino, in Abruzzo, ha portato via un intero tratto della Teramo-mare. Dopo quasi 24 ore di pioggia ininterrotta sono crollati 60 centimetri della superstrada, inaugurata solo nel 2007. La Procura della Repubblica di Teramo ha aperto un'inchiesta, le cui indagini sono state affidate alla Polizia Stradale.

La stessa che, intervenendo tempestivamente sul posto, ha evitato una tragedia che avrebbe potuto coinvolgere molti automobilisti. Giunti sul tratto della superstrada alle 7,15 di ieri mattina, gli agenti hanno intuito subito che l'asfalto della corsia non avrebbe retto a lungo. Pochi attimi dopo avrebbe cominciato a spaccarsi pericolosamente. Hanno deviato il traffico sulla corsia di sorpasso poco prima che lo svincolo di Sant'Atto è sprofondato nell'acqua insieme al guard rail. Poco dopo l'Anas ha chiuso l'intero tratto della superstrada, in entrambi i sensi di marcia, disponendo l'uscita obbligatoria a Bellante in direzione Teramo e a Canzano in direzione Giulianova.

Ma perché una strada così nuova ha già dato segni di cedimento? Qualcuno ha messo in dubbio la qualità del rilevato, cioè del materiale su cui poggia l'asfalto. Si dice sia composto di misto di cava, quindi di pietre, e non di misto stabilizzato, che alle pietre associa altri materiali, come la sabbia. "In realtà - spiegano i tecnici - nemmeno lo stabilizzato avrebbe potuto fermare la forza dell'acqua".

I lavori tampone, presumibilmente, dureranno qualche giorno, dipende dal maltempo. Ieri, intanto, si sono create code sulla vecchia statale 80. Il procuratore Gabriele Ferretti e il pm Roberta D'Avolio, hanno aperto un fascicolo con l'ipotesi di crollo colposo e nominato un perito che stamattina ha fatto un sopralluogo nell'area. La magistratura ha comunque deciso di non sequestrare il tratto per consentire il ripristino della carreggiata e la riapertura al traffico, al più presto. Al momento è stato ripristinato soltanto il transito in direzione Giulianova-Teramo ma nelle prossime ore potrebbe essere riaperto in entrambe i sensi su una sola carreggiata.

Intanto, i danni provocati alla superstrada dall'aumentata portata del Tordino hanno indotto Ernino D'Agostino, presidente della Provincia di Teramo, a chiedere nuovamente lo stato d'emergenza per la Provincia ed i Comuni teramani. Ieri pomeriggio il consiglio provinciale si è riunito in seduta straordinaria per chiedere ancora una volta il riconoscimento dello stato di calamità naturale."Un'emergenza nell'emergenza - così D'Agostino ha definito la situazione provocata dal maltempo - a fronte della quale è assolutamente necessario il riconoscimento dello stato di calamità naturale".

Il bilancio provvisorio, destinato secondo i tecnici ad aggravarsi ulteriormente, è di una cinquantina tra frane e smottamenti su tutto il territorio. La Teramo-mare, infatti, non è l'unica infrastruttura ad aver subito seri danni: chiusa la strada provinciale per Cordesco e quella per Pietracamela invasa dai massi, con il paese completamente isolato (la Protezione civile ha garantito l'invio del Genio dell'Esercito per questa mattina). Chiuso anche il tratto montano della Statale 80 in direzione Campotosto, riaperta solo nel pomeriggio ma con il senso unico alternato. Chiuse anche la Sp 491 nel tratto compreso fra Tossicia e Ornano dove si è registrato un cedimento della scarpata di valle compresa parte della carreggiata e la provinciale di Acquaratola nel comune di Rocca Santa Maria. Allarme rosso anche per i ponti, con la chiusura del ponte di Castelnuovo e la riapertura solo durante il giorno del ponte di Fontanelle di Atri sulla Sp 553, e massima allerta a Silvi per il livello del Fiume Piomba.