Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

“Game Over”. La caduta del Governo Prodi vista dalla stampa anglosassone

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Il governo Prodi è caduto e si va alle elezione anticipate. Il 13 e il 14 aprile per l'esattezza. Una notizia che, come si poteva immaginare, ha fatto il giro del mondo in pochissimi secondi, e che ha suscitato critiche e opinioni da parte della stampa estera.

I quotidiani inglesi e americani hanno associato alla frase “the fall of Prodi’s gouvernment” una sorta di timore per il ritorno di Silvio Berlusconi, “l’uomo più ricco d’Italia”.

THE DAILY TELEGRAPH – In Gran Bretagna i newspapers hanno dedicato fiumi di parole alla situazione del Senato della Repubblica italiana, dove il centrosinistra aveva una maggioranza debolissima e dove si è consumato l’ultimo atto da premier di Romano Prodi. Il The Daily Telegraph scrive che il collasso dell’esecutivo dell’Unione “già era molto prevedibile”, anche perché si trattava del suo 34esimo voto di fiducia. In due anni, secondo il Telegraph, l’Italia “rimane impigliata nella corruzione, nel crimine e in una fase economica di stallo”, senza dimenticare che “la disoccupazione è più del 40 per cento, in alcune zone del sud della nazione”. La situazione delineata andrebbe a peggiorare con il ritorno del “mogol” della politica Mr Silvio Berlusconi, “già avanti nei sondaggi per le elezioni di aprile”.

THE FINANCIAL TIMES – Non cambia la prospettiva del quotidiano economico inglese, che si dice allibito per le mancate riforme, promesse in campagna elettorale dalla coalizione di centrosinistra. Oltre a quella elettorale, c’era quella “importantissima” del mercato televisivo nazionale, “dominato da Mediaset e dalla tv di Stato” legata a doppio nodo con la politica. Il Financial Times crede fermamente, suo malgrado, al ritorno del Cavaliere che è “avanti nel gradimento popolare, secondo i sondaggi”.

THE INDIPENDENT – Se il quotidiano londinese The Guardian si aspettava almeno la riforma della legge elettorale, The Indipendent si schiera al fianco di Prodi e del suo esecutivo appena “fallen down”, che in due anni è riuscito a “fare molto” e a “riparare la maggior parte dei danni provocati al Paese dal governo Berlusconi”. Una prospettiva, quella del ritorno come leader di governo da parte dell’”uomo più ricco d’Italia”, che non sarebbe gradito “neanche a parecchi elettori del centrodestra”.

THE TIMES – Ad andarci giù pesante con i commenti è proprio il quotidiano British più importante. The Times definisce la sconfitta di Prodi al Senato “umiliante” e pubblica un commento avvelenato sul sistema politico corrotto italiano, descrivendo i parlamentari come “stravaganti e superpagati”. E’ un vero e proprio sfogo contro la politica italiana, che non riesce a risolvere i problemi della popolazione, che “chiama adesso crisi l’emergenza rifiuti della Campania quando si sapeva del problema già da vent’anni”, che candida un governatore in Sicilia “legato alla Mafia”, che “riesce a nominare ministro della Giustizia Clemente Mastella, indagato per corruzione insieme alla moglie Sandra, anch’essa personaggio politico di spicco, e ad altri 23 uomini del suo partito, l’Udeur”. Insomma, la solita già sentita “repubblica delle banane”.

I QUOTIDIANI USA – La sostanza non cambia se si vanno ad analizzare i quotidiani dell’Oltreoceano. The Los Angeles Times si chiede come fanno gli italiani ad apprezzare ancora i propri politici. The Washington Post, invece, è più preoccupato per la situazione economica della Penisola, e per questo ha intervistato Valli di Unicredit per chiedergli della possibilità di un “collasso economico del Paese dopo la caduta del governo”. The New York Times si concentra, come hanno fatto i quotidiani inglesi, sul probabile ritorno di Berlusconi: “Molti italiani hanno espresso frustrazione – scrive il NyT – per un sistema politico che sembra incapace di tirar fuori leader giovani e dinamici che possano far fronte alla lenta crescita economica del Paese”. E’ l’unico quotidiano, The New York Times, che cita una dichiarazione di Beppe Grillo.