Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Febbre suina: l'Oms ridimensiona le cifre

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Fabiana Calsolaro

Il vicedirettore dell'Oms, Heiji Fakuda, sostiene che i casi effettivi di febbre suina, accertati con test in laboratorio, sono in totale 79 verificatisi in sei Paesi: 40 negli Usa, il Paese più colpito, mentre in Messico, a dove l'epidemia sarebbe partita, se ne contano 26, segue il Canada con 6 casi (ma le autorità locali hanno confermato che il numero è salito a 13), la Spagna e il Regno Unito, con 2 casi ciascuno, e la Nuova Zelanda con 3 casi. I casi letali, 7 su 79, sono avvenuti tutti in Messico.

Eppure, secondo il ministro messicano della sanità Jose Angel Cordova, i morti vittime della febbre suina in Messico sono già arrivati a 152. Resta il dubbio che, basandosi solo su segnalazioni ufficiali e vista la reticenza, almeno iniziale, del Messico nella denuncia dei casi, quelli reali siano effettivamente di più. In ogni caso, l'Oms ribadisce che è importante mantenere alto il livello di allerta per il rischio di pandemia, mettendo in guardia dal pericolo che anche un'epidemia dalle origini "fiacche" può generare, come avvenne nel 1928 con la ‘Spagnola'.

Secondo Fukuda, però, il virus della febbre suina, "non ha mostrato per ora alcuna resistenza ai due farmaci utilizzati per trattarlo", cioè l'Oseltamivir e Zanamivir, due antivirali con i quali pertanto la malattia è curabile.

In Italia non si è verificato nessun caso di febbre suina: le 11 segnalazioni sono risultate tutte negative. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha assicurato che l'Italia è pronta ad affrontare la febbre suina. Da giorni il ministero ribadisce che ci sono 40 milioni di dosi di antivirali stoccate da tempo.

Il virus potrebbe aver avuto origine a Perote, un piccolo villaggio messicano, e il paziente zero, ovvero primo caso accertato di febbre suina in Messico, potrebbe essere Edgar Hernandez, un bambino di quattro anni, che è guarito dopo aver contratto l'influenza. È quanto confermano le autorità sanitarie messicane. Il bambino, che vive vicino ad un grande allevamento di maiali gestito dalla compagnia americano-messicana Granjas Carroll, si è ammalato il 2 aprile a Perote, nello stato di Veracruz sulla costa del Golfo del Messico. Undici giorni dopo, il 13 aprile, si verificava la prima morte accertata per febbre suina: Adela Maria Gutierrez Cruz, 39 anni, deceduta nello stato di Oaxaca, a sud di Città del Messico. La donna era un'impiegata del censimento che raccoglieva dati porta a porta, entrando in contatto con moltissime persone.

Il ministro messicano della Sanità, Jose Angel Cordova, ha spiegato che il piccolo faceva parte di un gruppo di abitanti di Perote che si sono ammalati di quella che allora sembrava una forma particolarmente grave d'influenza. Di tutti i prelievi analizzati era stato conservato solo quello del bambino, nuovamente analizzato quando è scattato l'allarme epidemia per la febbre suina. Si ignora, quindi, quante delle centinaia di persone che si erano ammalate a Perote avessero contratto la febbre suina.

Il Los Angeles Time riporta la storia di come la malattia si è diffusa a Perote, raccontata dagli stessi abitanti del villaggio. Fin dalla metà di marzo gli abitanti di La Gloria , una frazione di Perote, avevano accusato il locale allevamento di suini di aver contaminato l'acqua e di provocare infezioni respiratorie fra gli abitanti. Gli abitanti hanno raccontato che oltre la metà dei 3mila residenti si era ammalata e che tre bambini sotto i due anni erano morti. Ai primi di aprile vi era stata una manifestazione di protesta con i residenti che mostravano cartelli con disegni di maiali cancellati da una X e la scritta ‘pericolo'.

La Granjas Carroll, che possiede un milione di maiali e si definisce il primo allevatore di suini del Messico, ha emesso un comunicato rendendo noto che nessuno dei suoi impiegati ha mostrato segni della malattia e che nessuno degli ammalati di Perote è entrato in diretto contatto con i suoi maiali.

 

Febbre suina: Oms, "livello di allerta 4" (di Sara Del Vecchio)