Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Chrysler: accordo con Fiat ma non con i creditori

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Fabiana Calsolaro

Se nelle prossime ore l'accordo con i creditori per la ristrutturazione del debito non verrà raggiunto (ipotesi probabile), la Chrysler non avrà altra scelta che la bancarotta pilotata. Oggi il presidente Obama terrà un discorso sul settore auto alle 18 ora italiana, ha confermato la Casa Bianca, in cui si attende anche l'annuncio dell'accordo Fiat-Chrysler. Lo stesso presidente Usa ieri si era detto ottimista sull'intesa che, secondo alcune fonti vicine alla trattativa, potrebbe anche passare attraverso la bancarotta controllata, definita comunque ‘un passaggio rapido'.

L'ORIGINE DELL'ACCORDO CON FIAT. Dopo aver comunicato che non ce l'avrebbe fatta a sopravvivere con i propri mezzi a causa della forte contrazione delle vendite di auto negli Stati Uniti, Chrysler ha ottenuto prestiti governativi per 4 miliardi di dollari. A marzo la task force sull'auto scelta dall'amministrazione Obama ha rifiutato il piano di ristrutturazione presentato dall'azienda ed ha annunciato che solo un accordo di partnership avrebbe potuto salvare la casa automobilistica americana. Da qui l'ultimatum del governo Usa: scade oggi, 30 aprile, il termine imposto al gruppo di Detroit per chiudere le trattative, ovvero convincere i creditori a concedere degli sconti, ottenere concessioni dai sindacati e sindacati e firmare l'intesa definitiva con il Lingotto. Il governo garantiva un ulteriore prestito di 6 miliardi di dollari ad accordo fatto.

ACCORDO+BANCAROTTA. L'intesa dovrebbe essere firmata proprio oggi. Sono invece fallite le trattative con i creditori: i tre fondi, Oppenheimer, Perella e Stairway, non hanno infatti ancora sottoscritto l'accordo per la ristrutturazione del debito raggiunto con le quattro grandi banche (JPMorgan, Goldman Sachs, Citigroup e Morgan Stanley) che, invece, avevano dato il via libera alla proposta del governo. A mancare è l'ok dei piccoli creditori, che controllano un terzo del debito, ai quali non sembra sufficiente nemmeno la nuova proposta del governo che ha portato da 2 a 2,250 miliardi la svalutazione del debito di Chrysler. Per questo l'ipotesi più probabile, nonostante l'accordo con Fiat, resta il passaggio di Chrysler per una bancarotta temporanea (uno o due mesi): ricorrere al ‘Chapter 11' (la procedura di fallimento prevista dalla legislazione Usa) sarebbe l'unico modo per l'azienda di proteggersi dai creditori, facilitando l'alleanza con il Lingotto. Con il 'Chapter 11' l'attuale amministratore delegato di Chrysler, Robert Nardelli, verrebbe sostituito dal management di Fiat. Questa sarebbe la ripartizione: il governo americano si troverebbe a controllare l'8% della casa automobilistica, a fronte del 35% di Fiat, del 55% del sindacato United Auto Worker e il 2% del governo canadese.

 

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