Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Ddl sui docenti: saranno scelti dai presidi

Sara Del Vecchio

Il Governo intende cambiare lo stato giuridico dei docenti, dando loro la possibilità di far carriera e di essere scelti dai presidi. E lo farà portando a termine il disegno di legge, firmato Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura della Camera. Dopo le audizioni degli ultimi mesi, sembra siano state apportate modifiche al testo del ddl, ma restano in piedi i passaggi sulla valutazione degli insegnanti e sulla loro selezione attraverso la chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici. Una riforma che, secondo quanto ha assicurato Aprea al convegno di martedì scorso dal titolo: Carriera degli insegnanti per il nuovo governo delle scuole, che si è svolto a Roma, il Parlamento porterà avanti. "Ci teniamo molto a mantenere e rafforzare l'autonomia degli istituti attraverso delle reti scolastiche gestite da dirigenti e commissioni che valutino progetti e insegnanti in modo da garantire alti livelli di offerta formativa".- Ha spiegato.

L'onorevole ha poi sottolineato che, attraverso questa legge, sarà possibile introdurre nella scuola elementi "più liberali favorendo l'introduzione di Fondazioni e il superamento del valore legale del titolo di studio". "Il Collegio dei docenti, risalente agli anni Venti, deve essere sostituito da Dipartimenti più attivi e aderenti alle necessità". Nella norma si prevede la sostituzione dei consigli di amministrazione con i Consigli di indirizzo. In sostanza tre sono i punti principali del ddl: meritocrazia, attuazione dell'autonomia scolastica, introdotta nel 1997, e innalzamento della qualità dell'istruzione. Obiettivi che possono essere perseguiti con alcuni strumenti essenziali contenuti nella norma, che Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione nazionale dei dirigenti e delle alte professionalità della scuola (Anp), si auspica di vedere presto approvato.

Pronto ad andare fino in fondo anche il Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, che ha dichiarato: "Vorrei ricordare che il 30% dei tagli andranno ai docenti migliori e su questo punto terremo duro malgrado ci siano forti spinte contrarie anche di carattere sindacale. Io ho il massimo rispetto per i sindacati ma la scuola, occorre ricordarlo, appartiene al Paese".Il ministro ha poi ricordato che il ddl è aperto ad accogliere emendamenti, "ma la valutazione degli apprendimenti e dei dirigenti rimane una priorità: vanno ampliati gli spazi di libertà e per questo vogliamo insegnanti pagati in base al merito. I dirigenti scolastici devono avere la possibilità di scegliere gli insegnanti, altrimenti che dirigenti sono? Per questo serve un confronto oggettivo. Non vorrei banalizzare il tema del confronto ma credo che questa riforma sia troppo importante per poterla rimandare". Secondo Gelmini, la riforma degli organi che operano nella scuola è più rilevante di quella della giustizia e del federalismo "perché è dall'istruzione che bisogna partire per aiutare i giovani".