Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

MIGRANTI RISPEDITI IN LIBIA: IL VATICANO INSORGE

Gaetano Lombardino

Continuano gli sbarchi sulle coste siciliane. Un'imbarcazione con a bordo 80 migranti, tra cui 24 donne, è stata soccorsa stamattina nelle acque di Lampedusa. Gli stranieri sono stati tutti trasbordati su una motovedetta della Guardia costiera che ha raggiunto il natante a 10 miglia a Sud dell'isola. Gli extracomunitari sono stati condotti a Lampedusa dove, dopo l'identificazione, saranno alloggiati nel Centro di prima accoglienza.

Nel frattempo, non si fermano le reazioni seguite al rimpatrio a Tripoli dei 227 migranti soccorsi ieri da tre motovedette italiane nel Canale di Sicilia. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha parlato di "svolta" e "giornata storica". Non la pensa così il Vaticano, che insorge contro il Governo per non aver accolto gli extracomunitari. "Ha violato le norme internazionali sui diritti dei rifugiati", ha detto il segretario del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti, monsignor Agostino Marchetto. Secondo il Vaticano anche alcune norme del pacchetto sicurezza, come quella sulla denuncia obbligatoria dei medici, preludono a "gravi difficoltà" per la realizzazione dei diritti umani.

"La normativa internazionale, alla quale si è appellata anche l'Onu", ha ricordato monsignor Marchetto, "prevede che i possibili richiedenti asilo non siano respinti, e che, fino a che non ci sia modo di accertarlo, tutti i migranti siano considerati rifugiati presunti. Capisco che gli attuali flussi misti complicano le cose anche per i governi", ha aggiunto, "ma c'è bisogno comunque di rendere operative le norme concordate e riaffermate più volte nelle sedi internazionali". Monsignor Marchetto ha poi espresso la convinzione, già espressa in ambito ecclesiastico, che la legislazione italiana in materia migratoria sia macchiata da un "peccato originale", rappresentato dalla volontà di "criminalizzare gli emigranti irregolari". Le polemiche, dunque, sono destinate a continuare. "Ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Per quanto mi riguarda", ha concluso il segretario, "cerco solo di rappresentare la dottrina sociale della Chiesa che, nel valutare la soluzione ad un problema impone di verificare se è efficace e giusta".