Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Ventimila tifosi ricordano l'ultras "Siberiano"

Carmine Rinaldi detto il Siberiano
Romina Rosolia

Hanno urlato il suo nome in Curva Sud ma lui non c'era. Carmine Rinaldi, detto Ciccio il Siberiano, non li ha sentiti i cori da stadio che la retroguardia ultras degli anni '80 e '90 gli ha riservato dopo la sua morte al Vestuti di Salerno, il vecchio stadio nel centro cittadino riaperto appositamente per celebrarlo. Ma chi è l'ex capo della tifoseria granata, morto d'infarto a 45 anni in uno stabilimento balneare della costa salernitana, di cui da tempo si erano perse le tracce e che ha smosso più di duemila persone giunte in curva come se fosse uno di quei giorni d'oro degli anni Novanta? Salvatore Orilia, del centro di coordinamento della Salernitana Club, lo conosce da quando era ragazzo e parla di un personaggio carismatico, eccentrico, sopra le righe, dal fisico poderoso, alto quasi due metri, capelli biondi, occhi azzurro ghiaccio che di domenica allo stadio faceva mostra della sua stazza con l'ormai famosa canotta bianca e rossa, con tanto di sponsor in bella vista: caratteristiche fisiche che gli valsero il soprannome di Siberiano.Carmine Rinaldi è conosciuto negli ambienti delle tifoserie di tutta Italia come leader di uno storico gruppo, Granata South Force, che a metà degli anni Novanta raccolse iscritti da ogni parte della penisola e non solo.

Oltre 80mila visite e messaggi da tutto il mondo su YoutubeMigliaia di messaggi sono stati postati da tifosi di tutto il mondo (Romania, Ungheria, Spagna, Scozia, Cina, Francia) ai video pubblicati su Youtube che ricordano il Siberiano come capo fila di un fanatismo calcistico che continua ancora oggi allo stadio Arechi ma in tono minore, anche perché la Salernitana è abbondantemente ultima in serie B e in piena crisi. I video hanno registrato oltre ottantamila contatti. Si vede la sua bara portata in spalla sotto gli occhi di migliaia di animi eccitati e di un'infuocata Curva Sud. Per l'altissimo numero di visitatori un video in particolare è comparso nella home page del sito, accanto a quelli di Raimondo Vianello. E così il Siberiano è già in odore di leggenda, lui che è la radice di uno sport che nel capoluogo campano viene trattato come una questione di stato e forse, prima ancora della cronaca, tra gli argomenti preferiti dei mezzi d'informazione locale che dedicano quotidianamente alla Salernitana trasmissioni televisive, speciali su calcio mercato, dirette minuto per minuto di partite disputate in casa e fuori casa.

Gli intrecci calcio e politicaUn sistema che vede protagonista anche la politica. I conti in rosso della società granata toccano anche il sindaco della città Vincenzo De Luca, che solo pochi giorni fa, sull'ipotesi di un cambio societario, dichiarava: «Siamo aperti agli incontri ma non a chi viene a Salerno per speculare. Abbiamo bisogno di gente che abbia la forza economica per conseguire importanti obiettivi». Ma la scomparsa del Siberiano ha catalizzato l'attenzione di tutti anche della squadra che, nell'ultima partita contro il Grosseto, ha ottenuto di giocare col lutto al braccio.Ma cosa può piegare l'irruenza di un ultras che, seppure dal cuore tenero come viene descritto Rinaldi, ne ha prese di manganellate dai celerini e non si è sottratto alle mischie? Un lutto improvviso: la scomparsa della madre che lo ha allontanato dal club e dallo stadio. Ma prima ancora avevano forse inciso altri due episodi: l'irruzione, nel 1999, di una parte di tifosi nell'ufficio dell'allora presidente della società Aniello Aliberti, fatto che costrinse il patron a fare dietro front sulla sostituzione dell'allenatore Delio Rossi (anche se Rinaldi in quell'occasione non era presente), fino ad arrivare al rogo del treno pieno di ultras salernitani di ritorno dalla gara col Piacenza nel maggio dello stesso anno. Nell'incidente morirono carbonizzati quattro ragazzi. Non si trattava più solo di ideare suggestive e gigantesche coreografie, le stesse che il tifo di serie A avrebbe preso a modello e copiato. Ma di fare i conti con la brutta piega che stava investendo il calcio nostrano.

Il carattere di un ultras«La curva è il simbolo degli ultras contro altri ultras», spiega il regista Fabio Bastianello, autore del film "Secondo Tempo", fatto tutto di scene riprese dalla vita reale di un gruppo di tifosi. «Perché la curva è un mondo a parte, dove non esiste un ceto sociale, dove trovi il direttore di banca, l'operaio, il tranviere, lo studente, che si adattano ad un codice loro e dove tutti si trovano allo stesso livello. Sono tanto violenti quanto capaci di amare».Ma chi era oggi Carmine Rinaldi? Far emergere il profilo umano di un ex capo ultras non è semplicissimo. «Lui ha coperto per tanti anni la curva e ora la curva copre lui», dice un amico che preferisce non dire il suo nome. Di lui rimane la figura di una persona libera, di un ultras dentro e fuori lo stadio ma anche di un uomo le cui celebrazioni post mortem fanno a cazzotti con la vita sommessa e riservata dei suoi ultimi anni. Dopo aver cambiato molti lavori, dopo la separazione dalla moglie, le incomprensioni in famiglia, Carmine Rinaldi era riuscito a trovare lavoro come bagnino in un lido nel quartiere Mercatello e si era ben integrato. Per la sua scomparsa gli sono stati dedicati titoli, articoli, foto ma in realtà la maggioranza dei giornalisti sportivi locali se l'erano dimenticato. «Tre giorni prima che morisse - ci racconta il direttore di un'emittente privata salernitana - un suo amico mi aveva suggerito il suo profilo su facebook ma non ho fatto in tempo ad accettarlo. Neanche lo avevo riconosciuto dal nome di battesimo, il suo aspetto fisico è cambiato tantissimo. Poi quando si è diffusa la notizia ho ricollegato tutto».Il Siberiano ha inserito una sua foto di capo ultras sul social forum, concedendosi un ultimo, piccolo momento di notorietà. Almeno la sua morte sarà stata utile a fissare un attimo di distensione tra le tifoserie: da Bari a Catanzaro, da Roma a Milano fino alla vicina e storica contrapposizione con la città di Cava de Tirreni il sentimento umano ha fatto posto a ogni ferreo codice ultras.