Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

"Il primo lunedì del mondo"

Giuseppe Ciliberto

 Sono nati a Livorno nel 1990, hanno da poco pubblicato il loro quinto album e figurano tra i protagonisti annunciati  del Soundlabs Festival che si svolgerà a Roseto degli Abruzzi il 1 e il 2 agosto. Stiamo parlando dei Virginiana Miller (il nome deriva da una pianta presente nell’orto botanico di Pisa), una delle perle più preziose che si offrono a chi decide di tuffarsi  per esplorare i migliori fondali del pop-rock italiano. Dall’esordio di “Gelaterie Sconsacrate” a “Il primo lunedì del mondo” c’è una storia fatta di parole, note, sudore, numerosi riconoscimenti dalla critica, senza quasi mai essere sfiorati dal grande pubblico. Forse anche questo ha permesso a Simone Lenzi e soci di mantenere una sorta di purezza senza dover inseguire un trend particolare, mantenendo intatto il loro gusto di artigiani e creatori di canzoni da assaporare con calma, scoprendo lentamente continui rimandi e citazioni. Lenzi ha il vizio della buone  letture e non si  vergogna di mescolare con grazia Sartre e Capitan Harlock, Leon Battista Alberti e Uri Geller. O di sottotitolare in latino l’ultimo videoclip realizzato.

“Il primo lunedì del mondo”, ultima fatica dei nostri, celebra come meglio non potrebbe i loro venti anni di attività. Se il precedente “Fuochi fatui d’artificio” sacrificava un po’ le melodie ai testi e ai loro riferimenti storici, stavolta l’equilibrio appare quasi perfetto. Il canto è ben spalleggiato dalla sezione ritmica e da intuizione melodiche degne di nota. “La carezza del Papa” è seria candidata al titolo di canzone italiana dell’anno, elegante schiaffo alla banalità dei tempi odierni. “L’inferno sono gli altri” prende in giro Facebook, andando a scomodare pure Nietzsche.  Una citazione merita poi la struggente “L’angelo necessario”, inserita nella colonna sonora del film di Paolo Virzì "La Prima Cosa Bella".  Nel disco si respira costantemente un languido pessimismo, ma la chiusura è lasciata “alle macchie di azzurro e di blu” che tornano dopo il temporale, nella riuscita cover dei Rokes “E’ la pioggia che va”, che qualcuno potrebbe aver già ascoltato nel lungometraggio d’esordio  di Susanna Nicchiarelli “Cosmonauta”.

I Virginiana Miller sono:Antonio Bardi - chitarreMatteo Pastorelli - chitarreDaniele Catalucci - bassoValerio Griselli - batteriaGiulio Pomponi - tastiere, pianoSimone Lenzi - parole e voce