Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Wall Street Journal (13 luglio 2010)

trad. di Sonia Irimiea

LA MOBILITA'DEL LAVORO IN EUROPA, L'ITALIA IN BASSO ALLA CLASSIFICA

Secondo un rapporto pubblicato oggi, tra tutti i Paesi europei, sono i cittadini danesi a considerare la possibilità di lavorare all'estero. Ma chi sono quelli che non vogliono lasciare le loro case? Gli italiani.   Dall'analisi sulla mobilità geografica e quella del mercato del lavoro, realizzata da Eurobarometer, è emerso che 51% della popolazione danese prevede di trovare lavori fuori dai confini nazionali. Questa è la percentuale più alta tra tutti i Paesi del continente. A seguire nella graduatoria gli estoni (38%), gli svedesi (37%), i lituani e i finlandesi (35%). Un po' più in basso, al nono posto sono gli inglesi (26%), mentre al dec imo si collocano i francesi (25%).   Al lato opposto della classifica gli italiani: solo 4% di loro pensano di trovare un lavoro all'estero. Nel gruppo di chi vuole restare a casa sono anche i greci e gli australiani: la percentuale di chi ha intenzione di muoversi arriva all'8%.   L'analisi approfondisce, inoltre, quanti delle persone interpellate hanno vissuto e lavorato in altri paesi. La popolazione con la mobilità più alta (24%) sono i lussemburghesi. Tra i paesi più grandi, l'Irlanda si colloca al secondo posto (21%), seguita al terzo dalla Danimarca (20%) e poi da Svezia (19%), Finlandia (17%), la Gran Bretagna e Olanda (16%). L'Italia ha di nuovo la percentuale della mobilità più bassa: solo il 2% degli intervistati ammette di aver lavorato e vissuto all'estero.   I Paesi Baltici e Nordici sono in cima alle preferenze per quelli che pensano di professare fuori dai confini nazionali, e questo aspetto potrebbe suggerire in apparenza un collegamento diretto con il clima, però nel'analisi l'aspetto climatico non viene citato come motivazione della mobilità.   E' una qualità migliore della vita a influenzare le scelte: questa la ragione per cui i lavoratori ungheresi (47%) e inglesi (43%) sceglierebbero di lasciare le loro case. Nel rapporto è specificato che "è importante notare come nella Gran Bretagna la qualità della vita si colloca tra i primi dieci motivi a influire sulla mobilità, aspetto che invece influisce molto meno sulle scelte dei lavoratori del Nord Europa, in particolare Danimarca (8%), Finlandia (19%), Svezia (20%)".   Ma dove vogliono andare le persone a lavorare? La destinazione più popolare gli Stati Uniti: 21% degli intervistati pensa di spostarsi qui. Seguono l'Inghilterra (16%), Australia (15%), Spania (13%), Germania (12%) e la Francia (10%).    Per quanto riguarda i cittadini dei nuovi entrati nell'Unione Europea, la percentuale più alta (26%) sogna di lavorare in Germania, l'Inghilterra (con 21%) e Austria (11%). Gli Stati Uniti scendono nella classifica, dividendo il quinto posto con la Spania e l'Olanda nel top delle preferenze. L'Italia, ancora una volta, nel basso della classifica: soli il 10% degli interpellati sogna di lavorare nella Penisola.