Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Italy's hot autumn

trad. di Sonia Irimiea

Italy's hot autumn

Il fallimento di Silvio Berlusconi è stato spesso predetto nel passato da persone che avevano annunciato in modo sbagliato la sua imminente morte politica. Però, all'inizio di una nuova stagione parlamentare, in Italia sono in pochi a dubitare che il 73enne premier e magnate della media non lotti per la sua vita politica. Per anni, uno dei sostenitori più importanti della presidenza Berlusconi è stato Gianfranco Fini, il leader del partito di centro-destra Alleanza nazionale. Ma proprio prima della pausa estiva, Fini - che da tempo si dichiarava deluso dai problemi giudiziari e personali di Berlusconi - è uscito dalla coalizione di centro-destra, privando così il primo ministro della sua maggioranza parlamentare.La frattura tra Fini e Berlusconi prepara la scena per quello che potrebbe diventare un autunno drammatico nella politica italiana. A un certo punto nelle prossime settimane, Berlusconi dovrà confrontarsi con il voto di fiducia alla Camera. Dall'altro canto, Fini dovrà decidere se continuare a sostenere il Governo, almeno per un periodo, senza avere nessuna certezza su quali potrebbero essere le conseguenze se, invece, il Governo dovesse cadere. Però c'è anche la possibilità che Fini infligga il colpo di grazia, votando contro il Governo e facendo sprofondare così l'Italia in una vera crisi politica.Ma cosa succederà se il governo Berlusconi dovesse cadere? In questo caso, si può affermare con certezza che il capo dello stato, Giorgio Napolitano, non indurrà le elezioni anticipate. Berlusconi nel passato aveva affermato varie volte che si sarebbe tornati alle urne in caso avesse perso il voto di fiducia. Però l'Italia ha dovuto subire già il peso di due elezioni generali negli ultimi quattro anni. Andare alle urne in questo periodo sarebbe un segnale sconvolgente che potrebbe sancire il ritorno all'instabilità politica nella Penisola.Se, invece, scoppiasse la crisi, i partiti politici italiani dovrebbero formare una coalizione di governo guidata da una nuova figura. Un'opzione sarebbe una nuova coalizione di centro-destra che faccia capo all'attuale ministro della Finanza, Giulio Tremonti e appoggiata da Fini. Una soluzione alternativa: Fini dovrebbe creare una coalizione centrista cristiano democratica del tipo che governava il Paese prima dell'inizio degli anni '90. Una terza opzione potrebbe essere una figura tecnocratica o manageriale che dirigi il Governo per un po'.Nessuna di queste soluzioni promette un inizio entusiasmante per l'Italia. Però almeno avrebbero il merito di porre fine all'era Berlusconi. Dipende da Fini, più da chiunque altro, se questo potrà accadere. Di certo Fini merita molta considerazione per aver riformato Alleanza nazionale e per averla allontanata dal suo impegno verso il fascismo. Fini ora deve decidere se una nuova - e, si spera, più luminosa epoca post Berlusconi - possa finalmente iniziare.