Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Da Paul McCartney alla Lanterna Verde

Giuseppe Ciliberto & Maria Cristina Nanni

1. Paul McCartney è morto la notte del 9 novembre del 1966. A comporre Hello Goodbye e Let it be sarebbe stato un ex poliziotto canadese: William Campbell, detto Billy Barattolo. La leggenda metropolitana sulla morte del quarto dei Fabfour e la sua sostituzione con un sosia torna ad intermittenza sulla stampa e nel web. In Italia a riproporla è Carlo Lucarelli nella sua trasmissione Almost True (quasi vero) le più incredibili e affascinanti leggende metropolitane sulla musica e i suoi protagonisti. Nel mock documentary presentato dallo scrittore emiliano Paul, quello vero, è morto in un incidente. Il manager dei Beatles, Brian Epstein, impone il silenzio alla band, seppellisce in fretta e furia Paul e pensa ad una soluzione che non freni la rocambolesca ascesa dei Fabfour. Di qui l'idea di reclutare Billy Campbell, un ex-poliziotto canadese che assomiglia incredibilmente a Paul e che acconsente a sottoporsi ad alcuni interventi chirurgici per eliminare le piccole differenze con McCartney. Da quel momento i Beatles non si esibiscono più dal vivo, sia perché Campbell è più alto di Paul, sia perché occorre del tempo per insegnargli a imitare i movimenti e la voce del bassista dei Beatles. Un segreto però troppo grande per i quattro che disseminano album e canzoni di "indizi" per far conoscere la verità ed esorcizzare il dolore per la scomparsa del musicista. "Inverosimile", dice Lucarelli e aggiunge: "come si fa a non credere ad una storia così bella?"

2. Molti lo considerino ancora vivo e qualcuno ha avanzato con convinzione possibili origini aliene. Sessantuno album in ventiquattro anni di carriera per oltre un miliardo di dischi venduti in tutto il mondo. Unico artista ad essere inserito in quattro Hall of Fame: rock, gospel, country e rockabilly. La sua casa dichiarata ufficialmente monumento nazionale e seconda per visite alla sola Casa Bianca. Bastano probabilmente già questi dati a dare una idea sia pur sommaria della straordinaria esistenza di Elvis Presley, vera e propria icona della cultura pop del XX secolo. The King nacque l'8 gennaio 1935, in una piccola abitazione a Tupelo, Mississipi. La sua leggenda ebbe inizio nel 1954 quando la piccola Sun Records di Sam Phillips lanciò una simpatica iniziativa a Memphis: chiunque, pagando un dollaro, poteva registrare un disco da portarsi a casa. Elvis decise di fare un regalo alla madre per il compleanno e inciderle una vecchia ballata che aveva sentito per radio, My Happiness. Sam Phillips fiutò subito il talento del ragazzo e lo mise subito sotto contratto. La musica proposta da Elvis era così nuova che gli ascoltatori telefonavano ai DJ delle radio per chiedere chi fosse quel nero che cantava canzoni country, oppure chi fosse quel bianco che cantava pezzi blues. Il resto lo faceva lui con il ritmo travolgente delle sue movenze sul palco. Heartbreak Hotel, Jailhouse Rock, Hound Dog, Love Me Tender, All Shook Up, milioni e milioni di copie. Il grande dolore per la morte della madre a cui era molto legato, il colpo di fulmine e il matrimonio con Priscillia, i tanti film, il primo show via satellite da Honolulu, Elvis: Aloha From Hawaii seguito da un pubblico stimato di oltre un miliardo di telespettatori in quaranta Paesi. Nel 1977 la morte per aritmia cardiaca...forse.

3. Elvis Presley vive in un pianeta simile alla Terra, dove si esibisce in un fumoso bar della galassia. Douglas Adams fa dell'intrigante leggenda metropolitana su The King una delle pagine più belle del suo romanzo Praticamente innocuo considerato da molti l'ultima avventura degli autostoppisti galattici. Non è infatti chiaro se Adams volesse chiudere la saga della Guida galattica per autostoppisti con un finale apocalittico o se avesse riservato nuove avventure per Arthur Dent e Ford Perfect ne Il Salmone del dubbio, romanzo rimasto incompiuto per la morte prematura dello scrittore. Il titolo si riferisce alla definizione che la Guida galattica, l'enciclopedia degli avventurieri dello spazio, dà del mondo terrestre: praticamente innocuo. Adams mette i suoi personaggi in un universo parallelo dove la Terra non è ancora stata fatta esplodere dai Volgon per costruire un'autostrada terrestre. Un libro indigesto per gli appassionati della serie che vedono la fine dei loro beniamini e non facile per chi non ha letto tutte le vicende degli autostoppisti della galassia dati i numerosi riferimenti a personaggi ed eventi dei libri precedenti. I romanzi sulla Guida, pietra miliare della letteratura britannica contemporanea, sono diventati fonte di spunti per il cinema fantastico, ma anche per il web. Lo Yahoo!Babel fish, il traduttore online sviluppato da Altavista, per esempio, prende il nome dal piccolo pesciolino che nel romanzo viene inserto nell'orecchio perché in grado di tradurre i dialetti e le lingue dell'universo. Adams parla di alieni, cocktail vulcanici, navicelle spaziali sbeffeggiando le convenzioni sociali. Troviamo così il problema di elaborare una formula che permetta di dividere il conto al ristorante, ma anche disquisizioni pseudo filosofiche ("se il tempo è un'illusione, l'ora di pranzo è una doppia illusione"). Con garbato humor britannico Adams invita i lettori a non prendersi troppo sul serio e a misurarci con un mondo più grande e vario del nostro praticamente innocuo pianeta.

4. In Tv a prendersi gioco delle convenzioni sociali è Daria, protagonista dell'omonima serie animata. I sessantacinque episodi trasmessi da Mtv alla fine degli anni ‘90 raccontano la vita di Daria Morgendoff, una ragazza molto intelligente e più matura della sua età, nel pieno di quel difficile viaggio che dall'infanzia la traghetterà fino al mondo adulto: l'adolescenza. Una sedicenne profondamente pessimista e cinica che guarda con pungente sarcasmo alle sue coetanee preoccupate di diventare le reginette del ballo, cheerleader e le ragazze dei muscolosi senza cervello della squadra di rugby della scuola. Conflittuale anche il rapporto con la sorella minore Quinn, vicepresidentessa del Club della moda preoccupata di piacere ai ragazzi e di essere accettata dal gruppo più "in" del liceo. Vita non semplice nemmeno a casa dove Daria deve vedersela con una madre preoccupata soprattutto della sua carriera e un padre pieno di insicurezze e di frustrazioni per il suo lavoro part-time. Unici amici di Daria sono Jane Lane, artista decisamente sopra le righe, e suo fratello Trent, musicista della band grunge Spirale mistica. Compagni di scuola, professori frustrati, famiglia, la vita di un'adolescente viene descritta dalla parte di una ragazza che si nasconde dietro grandi occhiali da vista e maglioni larghi, che non è popolare tra i compagni di scuola e che la sorella Quinn spaccia per una "cugina lontana" perché si vergogna delle "strane cose che dice". Uno spaccato sugli adolescenti che non accettano di conformarsi alle leggi sullo status sociale del loro microcosmo.

5. Un microcosmo particolare è senza dubbio quello di "The Big Bang Theory", una situation comedy americana creata da Chuck Lorre e Bill Prady. Trasmessa a partire dal 2007 è oggi arrivata alla quarta stagione, conquistando larghe fette di pubblico e numerosi riconoscimenti dalla critica. I protagonisti principali sono quattro giovani scienziati, Leonard, Sheldon, Raj e Howard che lavorano insieme al California Institute of Technology e una bella ragazza di nome Penny, cameriera in un fast food e (perennemente) aspirante attrice. L'universo nerd si scontra con quello semplice e superficiale (ma decisamente più ricco di senso pratico) di Penny dando luogo ad una comicità sorprendente ed originale, che regala spesso scambi di battute memorabili. Mai banale e mai volgare, TBBT è ricca di citazioni raffinate del mondo della scienza e della fantascienza, frullando elegantemente cinema, fumetti e videogames. La serie ha ottenuto un buon successo anche in Italia nonostante le forti critiche iniziali per il discutibile doppiaggio che portarono ad una sostituzione dei traduttori dopo qualche puntata.

6. Spesso Sheldon veste una t-shirt verde senza alcuna scritta ma con un misterioso simbolo al centro (almeno per chi non è molto appassionato di comics). Si tratta del segno distintivo di uno dei suoi supereroi preferiti, la Lanterna Verde. Va detto subito che a partire, dal 1940, anno dell'esordio nel mondo dei fumetti, diversi personaggi si sono alternati sotto questa denominazione. Il primo è Alan Scott, un ingegnere sopravvissuto ad un incidente ferroviario che trova un pezzo di meteorite proveniente dal pianeta Oa, grazie al quale acquisisce un potere straordinario: materializzare tutte le cose che immagina nella sua mente. Per averlo sempre con sé, ne incastona un frammento sull'anello e racchiude il resto in una lanterna magica, che gli consentirà di ricaricarlo. Deve fare i conti però con un punto debole particolare: il legno. Tutti gli oggetti fatti di questo materiale rendono infatti inefficace il suo potere. Il più noto a vestire i panni di Lanterna Verde è comunque Hal Jordan, pilota collaudatore di aerei, che si trova a soccorrere un alieno precipitato sulla Terra appartenente al corpo dei Guardiani dell'Universo (chiamati Lanterne Verdi). L'alieno decide di premiare Hal regalandogli il potente anello in grado di realizzare ogni desiderio e affidandogli anche il compito di Guardiano di Abin Sur, la zona dell'universo alla quale appartiene il nostro pianeta. Hal Jordan avrà quindi il compito di difenderlo sfruttando le qualità del suo gioiello. Anche lui però dovrà fare i conti con un bizzarro punto debole: non più il legno, bensì gli oggetti gialli. Insieme a Superman, Flash, Wonder Woman, Aquaman e Batman, Lanterna Verde fa parte del gruppo dei supereroi della Justice league of America. A giugno uscirà un film ispirato alle sue mirabili gesta.