Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Nel mar del web affonda la zattera italiana

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Giuseppe Ciliberto

Internet e l'Italia hanno una relazione complicata. Potrebbe sintetizzarsi così il quadro dipinto dalla consueta relazione annuale presentata in Parlamento dal presidente di Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni), Corrado Calabrò. Un quadro dalle tinte decisamente fosche che vede il BelPaese in affanno a nuotare nel pantano e primeggiare solo per l'(ab)uso di Facebook e la pirateria digitale. Sulla copertura della banda larga, "c'è ancora un 4 per cento di digital divide da colmare, cui si aggiunge circa il 18 per cento della popolazione servita da Adsl sotto i 2 Mbps", tutto questo mentre è noto che il piano Romani non ha più ricevuto adeguata copertura finanziaria. Di conseguenza nel breve e medio periodo ci si attendono ben pochi progressi, in controtendenza con quanto accade negli altri Paesi europei. In crescita è invece il numero degli italiani che navigano in rete tramite telefonino e chiavette, con un incremento del traffico dell'82% nel 2010. Un dato che però apre anche nuovi problematiche: "Le reti mobili - ha spiegato Calabrò - saranno inevitabilmente intasate se gli operatori non otterranno nuove frequenze".L'arretratezza dal punto di vista delle strutture fa il paio con il ritardo culturale e la scarsa alfabetizzazione digitale. Questo vale non solo per gli utenti privati, ma anche per le piccole e medie imprese "che stentano ad acquisire maturità nell'utilizzo delle soluzioni informatiche". Siamo in ritardo per i servizi di e-commerce ed e-government, la posta certificata fatica maledettamente a divenire convincente e la tv è ancora il medium privilegiato per l'informazione. Gli italiani tuttavia riescono a conquistare anche dei primati: sono in testa nella classifica della pirateria digitale e (alla pari con il Brasile)  si trovano ai vertici mondiali per diffusione e uso dei social network. Facebook, in particolare, è in grande ascesa e in un anno ha raddoppiato i suoi utenti passando da 11 a 20 milioni (curiosamente proprio quando calano invece gli iscritti a livello globale).Le recenti elezioni amministrative e la campagna elettorale dell'ultimo referendum hanno mostrato un declino della telecrazia e le potenzialità offerte dalla controinformazione via web, ma il sentiero digitale italiano è ancora pieno di ostacoli e di dubbi. Per ora sembrano vincere soprattutto la leggerezza e il disimpegno. In Tunisia gridano "Mai più paura grazie alla Rete", noi ci accontentiamo della moschea di Sucate. Che resta una idea splendida, a patto di considerarla solo un punto di partenza.

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